Fatwa contro caccia e commercio illegale in Indonesia

La protezione delle specie animali in Indonesia è sempre più a rischio, tanto da essersi resa necessaria una fatwa dalla massima autorità musulmana, il Consiglio degli Ulema. Sono molti gli esemplari che rischiano di estinguersi per varie ragioni – urbanizzazione, caccia, deforestazione per l’olio di palma – e quindi anche la religione corre ai ripari.

Così come si sono pronunciati i rappresentanti musulmani, da oggi sono proibite tutte quelle attività che possono portare all’estinzione definitiva delle specie locali a rischio, soprattutto se la loro messa in pericolo non deriva da permessi legali o più che giustificati motivi religiosi.

Non solo queste attività sono state considerate illegali dagli Ulema, ma rientrano anche nell’ambito delle azioni immorali, peccaminose e contro l’etica, ovvero alcune delle più grandi colpe di cui ci si può macchiare all’interno del culto musulmano. E sebbene questa fatwa non abbia ovviamente risvolti giuridici e politici, a meno che legge e governo non decidano di allinearsi agli Ulema, è molto probabile che questi precetti vengano largamente rispettati: la religione è molto radicata nella popolazione, da sempre molto osservante e ligia al culto.

L’Indonesia, con i suoi 250 milioni di abitanti, è l’area del globo a più alta penetrazione dell’Islam. Come già accennato, le foreste naturali sono minacciate dalla produzione dell’olio di palma – l’Indonesia è fra i maggiori produttori mondiali – perché incendiate per far spazio ai campi. Particolarmente a rischio sono scimmie e oranghi, costretti a fuggire dal loro habitat, imprigionati a scopo d’intrattenimento oppure uccisi per la medicina tradizionale, ma anche le tigri di Sumatra e tutte le specie del Borneo in genere.

Il WWF ha espresso particolare soddisfazione per questa fatwa, riconoscendone la portata innovativa per una religione, l’Islam, molto legata alle sue tradizioni. Così si spiega in una nota:

L’uso della religione per la protezione della fauna selvatica è un passo in avanti positivo, perché fornisce un sostegno spirituale e morale alla necessità di conservare animali come tigri e rinoceronti in pericolo critico.

7 marzo 2014
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I vostri commenti
Carla, martedì 11 marzo 2014 alle10:38 ha scritto: rispondi »

Spero che almeno l'etica arrivi dove non è arrivata la legge e la politica !

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