Dal deficit di risorse alimentari agricole al surplus: è quello a cui può aspirare la Groenlandia grazie a un rivoluzionario progetto di fattoria galleggiante, denominato Arctic Harvester. La piattaforma gigante, elaborata dagli architetti Meriem Chabani, Etienne Chobaux, John Edom e Maeva Leneveu, si è guadagnata il primo premio nella competizione lanciata nel 2013 dalla fondazione Jacques Rougerie, che prende il nome dal noto architetto visionario francese con la passione per il mare.

“Tutto quello che qualcuno è in grado di sognare, qualcun altro è in grado di realizzarlo”, questo il lungimirante motto di Rougerie. Per la Groenlandia, territorio in cui l’agricoltura è pressoché inesistente, sarebbe davvero un sogno poter coltivare le risorse alimentari necessarie a soddisfare il suo fabbisogno interno.

La fattoria galleggiante si propone di sfruttare le acque provenienti dallo scioglimento degli iceberg, particolarmente ricche di sostanze nutrienti, per avviare un’agricoltura in aperto oceano, seguendo i principi della coltivazione idroponica. Nota anche con il nome di idrocoltura, l’idroponica è la coltivazione fuori suolo che sfrutta i nutrienti dell’acqua per far crescere, sviluppare e maturare le piante.

La struttura galleggiante progettata dai quattro architetti potrebbe ospitare in pianta stabile una comunità di 800 persone, con negozi, scuole, quartieri residenziali e luoghi ricreativi. La fattoria, di forma circolare, è strutturata per spingere gli iceberg al centro della baia, facendo poi confluire l’acqua disciolta verso le aree coltivate.

L’acqua ricca di nutrienti, filtrata dalle piante, verrebbe rimessa in circolo e utilizzata da un impianto a energia osmotica, chiudendo un ciclo virtuoso e sostenibile. L’acqua salata verrebbe gradualmente restituita all’oceano per evitare squilibri al delicato ecosistema artico.

Sul tetto del ponte superiore è inoltre prevista l’installazione di pannelli solari per la produzione di ulteriore energia pulita. La lunga estate artica, con tutti i suoi svantaggi, verrebbe interrotta da speciali schermi mentre luci artificiali illuminerebbero l’altrettanto lungo inverno.

La fattoria galleggiante diverrebbe così sia un villaggio autosufficiente e un centro per la produzione di energia, sia un mega orto fertile nell’oceano che rifornirebbe tutti i villaggi delle coste circostanti. Un vero e proprio miracolo per un Paese come la Groenlandia, che attualmente è costretto a importare tutto e che potrebbe in futuro persino produrre risorse alimentari agricole in eccesso da esportare. Il passaggio da territorio sterile a oasi fertile potrebbe davvero rappresentare la svolta per la popolazione, rilanciando l’economia in modo sostenibile.

Il team di architetti che ha disegnato la piattaforma è ora al lavoro per raccogliere fondi per realizzare un prototipo su piccola scala. Se l’ambizioso progetto venisse realizzato, lo scioglimento dei ghiacciai, ormai dato per inevitabile, si trasformerebbe da problema a risorsa, almeno per quanto riguarda la Groenlandia.

5 marzo 2014
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