La sensibilità degli italiani in tema ambientale sta aumentando. Lo dice la Coldiretti che, dati alla mano, parla di un 84% di cittadini che ritengono la tutela dell’ambiente compatibile con lo sviluppo economico ed elemento di forza che può creare nuovi posti di lavoro.

Tutto ciò è merito anche di una maggiore informazione. Stanno arrivando i concetti di sostenibilità e soprattutto dell’importanza di un’azione a qualsiasi livello, in favore dell’ambiente. Ben un 30% di italiani nell’ultimo mese si sono approcciati alla spesa quotidiana perseguendo una riduzione degli impatti, privilegiando prodotti locali.

Agire in favore dell’ambiente nel proprio piccolo è possibile, a partire proprio dalle azioni di tutti i giorni. Negli acquisti che facciamo il segreto è riscoprire quelli che erano i meccanismi di mercato, prima dell’avvento della grande distribuzione: puntare ai prodotti locali, non solo riduce emissioni di gas serra e inquinamento, ma permette di innescare meccanismi virtuosi per l’economia di un territorio.

Seguendo poi il principio della riduzione di sprechi, rifiuti e imballaggi, si capisce che molto può essere fatto anche nel quotidiano e che la somma di piccole azioni può costituire una grande differenza.

Ecco le dieci regole che Coldiretti delinea per una spesa “salva ambiente”:

  1. Preferire l’acquisto di prodotti locali che non devono subire lunghi trasporti con mezzi inquinanti;
  2. Scegliere frutta e verdura di stagione che non consumano energia per la conservazione;
  3. Ridurre le intermediazioni fino a fare acquisti direttamente dal produttore, come nei mercati di Campagna Amica della Coldiretti, per evitare passaggi di mano del prodotto che spesso significano inutili trasporti;
  4. Privilegiare i prodotti sfusi che non consumano imballaggi come i distributori automatici di latte;
  5. Acquistare confezioni formato famiglia rispetto a quelle monodose per ridurre il consumo di imballaggi per quantità di cibo consumato;
  6. Fare acquisti di gruppo (anche in condominio) per ridurre i consumi di energia nei trasporti per fare la spesa;
  7. Riutilizzare le borse per la spesa e servirsi di quelle fatte con materiali biodegradabili di origine agricola nazionale o di tela invece di quelle in plastica;
  8. Ottimizzare l’energia consumata nella preparazione e conservazione dei cibi con pentole e frigoriferi a basso impatto;
  9. Ridurre gli sprechi ottimizzando gli acquisti e riscoprendo la cucina degli avanzi per evitare che finiscano tra i rifiuti;
  10. Fare la raccolta differenziata per consentire il recupero di energia dai rifiuti prodotti.

Negli ultimi anni la crisi ha aiutato ad avvicinarsi a criteri di consumo più rispettosi dell’ambiente, a partire dalla riduzione degli acquisti di prodotti esteri, spesso più costosi, soprattutto se primizie, fino all’approccio a metodi di spesa alternativi, come la spesa di gruppo e alla netta riduzione degli sprechi.

Uno studio di Coldiretti ed Ixé indica che si è arrivati ad un 73% di italiani che ha ridotto gli sprechi a tavola, con il 28% che li ha praticamente annullati. Questo è merito proprio dell’attenzione nel far la spesa (per l’80%), del riferimento continuo e in modo corretto alla data di scadenza (37%), di una vera e propria riduzione delle quantità acquistate (26%) e del riutilizzo degli avanzi (56%).

23 settembre 2014
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