Si fa sempre più pressante il problema legato ai mega-incendi che si sviluppano sempre più spesso in numerose zone del mondo, talmente pressante che la FAO ha lanciato un vero e proprio allarme nel suo ultimo rapporto.

Secondo l’organismo internazionale, il numero di incendi che ogni anno bruciano aree di territorio molto estese potrebbe non solamente creare danni agli ecosistemi danneggiati, ma contribuire anche al riscaldamento globale. In che misura, però, è tutto da verificare.

Il rapporto della FAO ha osservato diversi grandi incendi accaduti in questi anni in alcuni paesi come Australia, Botswana, Brasile, Indonesia, Israele, Grecia, Russia e Usa, compreso quello che nel febbraio del 2009 causò 173 vittime in Australia, in tutti i casi, uno dei fattori che ha contribuito al propagarsi delle fiamme su territori così estesi è stata la siccità, insieme alle condizioni di caldo e vento di forte intensità.

Secondo Pieter Van Lierop della FAO:

I mega-incendi sono generalmente causati dall’uomo ed è probabile che siano aggravati dai cambiamenti climatici, ma ora sospettiamo che possano essi stessi alimentare un circolo vizioso che sta accelerando il riscaldamento globale.

Il riscaldamento globale e il relativo innalzamento delle temperature potrebbe quindi contribuire alla creazione di questi mega-incendi, ma anche questi, a loro volta, potrebbe dare un contributo al surriscaldamento della terra, per una situazione che gli osservatori definiscono critica e richiedente grande attenzione.

Per contenere i danni ed evitare che si verifichino simili eventi, la FAO raccomanda alle autorità di applicare tutte le norme per la prevenzione degli incendi, in modo almeno da minimizzarne e le conseguenze e la portata.

In tal senso appare consigliabile la strada intrapresa dal governo australiano e dallo stato della Florida, dove sono stati introdotti degli appositi programmi per il controllo delle zone a rischio incendio che stanno dando i loro frutti nel diminuire i roghi.

16 maggio 2011
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