Falso olio italiano: 300 tonnellate sequestrate a Siena

Un incremento del 300% in soli 5 anni: sono le frodi alimentari nel settore oli e grassi. Sono 35 gli indagati a seguito dell’operazione Fuente, condotta dalla Guardia di Finanza di Siena e dall’Ispettorato repressione frodi (Icqrf) del ministero delle Politiche agricole, che ha portato anche al sequestro di 300 tonnellate di olio extravergine d’oliva contraffatto.

Le accuse sono frode in commercio, riciclaggio merceologico e reati tributari per un valore pari a un milione e 700 mila euro: 15 perquisizioni della GdF sono state condotte in importanti aziende della Toscana, Umbria, Lazio, Campania e Puglia.

Il sistema messo in piedi dalle aziende ha permesso la commercializzazione di olio extravergine d’oliva prodotto all’estero e spacciato per italiano: scarsa qualità delle materie prima, miscelazione illecite non rilevabili dalle analisi ufficiali, per ricollocarlo sui mercati di casa nostra.

In particolare l’inchiesta parla di oli deodorati, cioè prodotti sottoposti a trattamenti di raffinazione industriale, non consentiti dalle norme che stabiliscono gli standard di produzione per l’olio extravergine di oliva. L’obiettivo del processo è quello di eliminare completamente odori e sapori sgradevoli derivanti dalle materie prime scadenti, per rendere il prodotto simile all’originale.

Secondo fonti vicine all’inchiesta delle Fiamme gialle, l’olio deodorato verrebbe dalla Spagna: le aziende italiane coinvolte sarebbero 6 o 7, concentrate soprattutto in Toscana. Ma la Guardia di Finanza ha già annunciato ulteriori controlli nelle regioni limitrofe.

Nel corso del 2013, i Nas hanno eseguito sequestri per 8,4 milioni di euro solo nel settore oli e grassi: in un terzo dei quasi 40 mila controlli eseguiti, sono state rilevate irregolarità o illeciti. Secondo Coldiretti, dall’inizio della crisi al 2013, le truffe sarebbero aumentare del 300%.

Tulio Marcelli, presidente di Coldiretti Toscana, ha spiegato:

L’Italia è il secondo produttore mondiale di olio di oliva dopo la Spagna, con circa 250 milioni di piante su 1,2 milioni di ettari di terreno, ma è anche il principale importatore mondiale. L’escalation dei sequestri non tranquillizza i produttori, ma conferma le lacune della normativa vigente in cui si infiltrano i furbetti dell’olio e rende necessario l’impegno da parte del Governo a dare attuazione alla legge “salva olio”. Una legge approvata nel febbraio 2013 ma è ancora oggi inapplicata per l’inerzia della pubblica amministrazione e per l’azione delle lobby industriali a livello nazionale e comunitario.

La Maxi-operazione fa parte di un’inchiesta molto ampia, che porterà altre procure italiane a interessarsi del problema. Del resto, la colossale truffa dell’olio extravergine contraffatto non è una notizia sorprendente: nei mesi scorsi della cosa si era occupato addirittura il New York Times, pubblicando un fumetto di 15 vignette animate, in cui si tracciava il percorso illecito delle produzioni Made in Italy.

12 aprile 2014
I vostri commenti
pina, giovedì 17 aprile 2014 alle16:27 ha scritto: rispondi »

Scusate, allora la Guardia di Finanza deve salvare la faccia a degli imbroglioni?

Francesca Fiore, giovedì 17 aprile 2014 alle15:17 ha scritto: rispondi »

La Guardia di Finanza non ha dato ulteriori informazioni sulle aziende: se lo avessero fatto, le marche sarebbero state inserite senz'altro nel pezzo, per dovere di completezza. Grazie a lei

pina, martedì 15 aprile 2014 alle10:42 ha scritto: rispondi »

Esatto, sono più che d'accordo con Domenica di cui sopra. E' importante saperlo perchè potrebbero spacciarlo per ottimo e costoso olio extra vergine italiano e, per evitare rischi si evitano quelli di poco prezzo per essere di conseguenza doppiamente imbrogliati. PRECISATE ALMENO LA DENOMINAZIONE DELL'OLIO!!!!!! Grazie

domenica riccioni, lunedì 14 aprile 2014 alle9:11 ha scritto: rispondi »

sarebbe opportuno sapere i nomi e i cognomi di questi oli altromenti le notizie che ci date non servono

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