Grano duro convenzionale fatto passare per biologico grazie a certificati contraffatti. Questo è quanto accaduto a San Paolo di Civitate, Provincia di Foggia, dove 11 mila tonnellate di materia prima non corrispondente alle certificazioni sono state inviate ai mulini per essere trasformate in farina.

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È stato sufficiente modificare un singolo numero sull’apposito certificato per “cambiare” l’origine del grano e farlo apparire come bio. Un meccanismo che ha portato alla lavorazione di tali materie prime come fossero biologiche, trasformandole in farine e avviandole all’interno della filiera biologica, scoperto solo sei mesi più tardi.

Impossibile a quel punto ritirare il grano duro irregolarmente indicato come bio, in quanto ormai già trasformato in farina e utilizzato per la produzione di pasta, pane e altri prodotti similari. Di questo si occuperà questa sera la trasmissione Report, in onda sulle rete RAI e condotta da Milena Gabanelli.

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Inconsapevolmente coinvolti nella vicenda i quattro mulini di maggior rilievo per quanto riguarda la lavorazione delle farine biologiche in Italia.

Questo ha comportato l’utilizzo dei prodotti non in regola da parte di pastifici al servizio anche delle grandi catene di distribuzione europee e statunitensi, tra cui figurerebbero secondo Report anche COOP ed Esselunga.

Un precedente servizio di Report sul mondo degli allevamenti intensivi aveva fatto a suo tempo molto discutere, concentrandosi nello specifico su quelli della Amadori.

10 ottobre 2016
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