Una nuova specie di falena è stata ufficialmente dedicata a Donald Trump, neoletto Presidente degli Stati Uniti. E la scelta del nome non deriva solo dalle peculiarità estetiche di questo lepidottero, poiché dotato di un folto ciuffo biondo, ma anche e soprattutto affinché il magnate non si dimentichi delle istanze della natura e dell’ecosistema durante il suo mandato.

La specie in questione è quella della Neopalpa donaldtrumpi, una famiglia di falene rinvenute tra Arizona, California e Messico. Di ridotte dimensioni, il lepidottero si caratterizza per un’apertura alare di massimo 12 millimetri, nonché per un corpo minuto e dei genitali poco accennati. La scelta di dedicarne la specie a Donald Trump deriverebbe innanzitutto dai luoghi di origine – in particolare sul confine del Messico, dove il Presidente vorrebbe costruire un grande muro di contrasto agli immigrati clandestini – ma anche per il ciuffo biondo che svetta sul capo di questi insetti.

La specie è stata scoperta dal biologo evoluzionista Vazrick Nazari: sebbene la famiglia della Neopalma sia da tempo nota, nessuna delle caratteristiche dell’insetto è risultata assimilabile a quelle esistenti e, di conseguenza, si è resa necessaria l’ufficializzazione di una nuova specie. Anche l’analisi del DNA, inoltre, conferma come la Neapalma donaldtrumpi rappresenti una specie a sé. Il ricercatore spera ora che questo omaggio possa servire al Presidente per prendere a cuore le sorti dell’ecosistema, sempre più fragile proprio nelle zone che rappresentano l’habitat di queste falene. Così ha spiegato Nazari:

La scoperta di questa distinta micro-falena nella già densamente popolate e zoologicamente ben conosciuta California meridionale, sottolinea l’importanza della conservazione dei fragili habitat che ancora conservano specie sconosciute e minacciate.

Al momento, né dal Presidente né dal suo staff è giunto un commento in merito. Durante la campagna elettorale, in molti avevano criticato le promesse di Trump all’elettorato sul fronte ambientale, poiché considerate inadeguate e pericolose per il futuro. Tra le politiche accennate, infatti, vi sarebbe ancora una forte incentivazione alle fonti non rinnovabili, nonché un’azione apparentemente poco incisiva sui cambiamenti climatici.

19 gennaio 2017
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