Lo sviluppo economico si può conciliare con la sostenibilità ambientale e sociale? Da tredici anni “Fa’ la cosa giusta!”, fiera del consumo critico e degli stili di vita sostenibili, cerca di dare una risposta a questa domanda attraverso idee innovative, soluzioni concrete ed esperienze condivise. L’edizione 2016, presso gli spazi di Fieramilanocity, si è confermata un appuntamento di riferimento in Italia, con 770 espositori (in crescita rispetto alla precedente edizione) e su una superficie espositiva di 32.000 metri quadrati.

Organizzata da Terre di Mezzo Eventi, Fa’ la cosa giusta! ha proposto al visitatore un percorso attraverso 9 sezioni tematiche e 8 aree speciali. Novità di quest’anno le quattro aree inedite “Progetto Speziale”, dove degustare spezie e miscele di tè, “Piazza salumeria del design”, con laboratori creativi legati al riutilizzo di oggetti, “Spazio Donna”, benessere e consapevolezza al femminile, e “Economia Circolare”, incontri e laboratori sul tema delle 5R (Riduzione, Riparazione, Riuso, Riutilizzo, Riciclo) per trasformare gli scarti in risorsa secondo il principio dell’economia circolare e dell’upcycling.

Presenti anche i consueti temi “Territori resistenti”, con soluzioni per il recupero di aree a rischio spopolamento e territori abbandonati (soprattutto nelle zone di montagna e nelle aree periferiche), “Street Food”, un’alternativa sostenibile al fast food, “Area Vegan”, dedicata all’universo vegano, vegetariano e crudista, e “Fa’ la cosa giusta Umbria”, che anticipa l’edizione della fiera in programma a Bastia Umbra dal 30 settembre al 2 ottobre 2016.

Tra le sezioni più grandi spicca “Mangia come parli”, che ha ospitato 138 espositori legati ai temi del nutrirsi con gusto, valorizzare le economie locali, acquistare risparmiando e produrre a filiera corta.

Spazio anche al critical fashion, la moda che si abbina alla responsabilità etica e ambientale, alla mobilità sostenibile (presenti biciclette, car sharing elettrico, auto ibride ed elettriche), al volontariato (sezione “Pace e partecipazione”), all’abitare green e al turismo consapevole, che alla sostenibilità ambientale unisce la redistribuzione della ricchezza generata sul territorio locale (particolare attenzione ai percorsi a piedi e agli itinerari attraverso i 6.600 km di sentieri in Italia). Tante anche le iniziative legate al tema della migrazione, delle esperienze sociali di recupero e della economia carceraria.

L’organizzazione di Fa’ la cosa giusta! ha curato particolarmente la riduzione dell’impatto ambientale dell’evento attraverso alcuni accorgimenti: la rinuncia alla moquette (perché non riutilizzabile), l’utilizzo di arredi in eco-pallet e legno proveniente da filiere corte, l’utilizzo di stoviglie in Mater-Bi, acqua rigorosamente di rubinetto e isole di riciclo per i rifiuti.

21 marzo 2016
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