A Expo 2015 si conclude oggi una tre giorni dedicata alla pasta, uno dei prodotti italiani più conosciuti nel mondo esportato in ben 188 Paesi. Nell’ambito del World Pasta Day & Congress 2015 dal 25 al 27 ottobre l’esposizione universale milanese dedicata all’alimentazione sostenibile ha celebrato la pasta in tutte le sue forme.

Nel 2014 in tutto il mondo sono state prodotte 14,5 milioni di tonnellate di pasta, una crescita record rispetto alle 9,3 milioni di tonnellate prodotte nel 1999. Dai dati presentati nel corso dell’evento dalla Coldiretti è emerso che la pasta made in Italy è presente in un piatto su 4 consumato nel mondo con un aumento delle esportazioni del 25% nell’ultimo decennio.

Ben il 57% della pasta prodotta nei pastifici italiani alimenta l’export, con 2 milioni di tonnellate spedite all’estero ogni anno. Alcuni pastifici italiani esportano oltre il 90% della produzione. La pasta italiana ha una posizione dominante in Europa dove 7 pacchi su 10 presenti negli scaffali della grande distribuzione organizzata provengono da pastifici del Belpaese.

Il fatturato della pasta ammonta a oltre 2 miliardi di euro. Il consumo di pasta traina la vendita di altri prodotti tipici italiani utilizzati per preparare i primi piatti della Dieta Mediterranea: dal sugo all’olio extravergine di oliva al formaggio.

Gli italiani sono i più grandi consumatori di pasta del mondo con una media annua pro capite di 26 chili. A seguire i venezuelani con 13 chili all’anno e la Tunisia a quota 12 chili.

A Expo 2015 l’associazione delle industrie del dolce e della pasta italiane ha analizzato i dati e le tendenze sul consumo di pasta in 6 capitali: New York, Pechino, Rio de Janeiro, Tokyo, Berlino e Addis Abeba. La Aidepi ha dimostrato come la pasta sappia adattarsi a stili di vita e culture gastronomiche anche molto differenti tra loro.

La Cina si lascia conquistare dalla pasta pronta da cucinare nel wok e condire con miele, yogurt o soia mentre negli Stati Uniti sono apprezzati i formati pronti da cuocere nel loro sugo in una sola pentola o con poca acqua. Nel Paese orientale la vendita di pasta è salita del 35% nell’ultimo anno, mentre negli USA si è registrata una crescita del 19%.

Tra i formati più in voga negli ultimi anni in tutto il mondo figurano i paccheri e i conchiglioni. A essere sempre più apprezzate dai consumatori attenti a un’alimentazione sana sono le paste prive di glutine e le paste arricchite di nutrienti come quella alla bietola rossa o la pasta proteica ai fagioli.

Secondo Riccardo Felicetti di Aidepi la pasta può candidarsi a sfamare in modo sostenibile una popolazione in costante crescita perché è un piatto nutriente, versatile e dai costi accessibili:

Ci vogliono circa 15 minuti per preparare un piatto di pasta. Parliamo di uno dei prodotti più amati al mondo, ma anche di un alimento completo, senza controindicazioni culturali o religiose, facile da conservare.

La pasta è stata promossa anche dalla first lady Michelle Obama impegnata da anni nella promozione di una dieta sana e sostenibile. La regina della Dieta Mediterranea è inoltre amata dallo star system. Tra i vip che non riescono a rinunciare a un piatto di pasta figurano George Clooney, Lady Gaga e Robert De Niro. Tra i dati interessanti emersi nel corso del World Pasta Day 2015 figura l’analisi dell’impatto ambientale della pasta effettuata dalla Barilla:

Il suo packaging permette un recupero al 100% dei materiali d’imballaggio e la sua impronta ecologica è minima: 1 m² globale per una porzione da 80 grammi.

27 ottobre 2015
In questa pagina si parla di:
Lascia un commento