Expo Milano ha ricevuto un ospite molto importante ieri sera, che ha creato scompiglio tra i visitatori, ma ha attirato tutta l’attenzione su temi quali la fame, la crisi internazionale dei rifugiati. Le attività che il World Food Programme porta avanti per alleggerire queste emergenze e la Carta di Milano.

Bono Vox è arrivato nel tardo pomeriggio e dopo la visita al Padiglione Italia e a quello dell’Irlanda, sostenuto dal fervore dei suoi fans, ha portato sul palco dell’Open Plaza del Media Center di Expo 2015 le sue ragioni per “usare”, come lui stesso ha ammesso, “la rabbia in modo positivo”.

Presenti insieme a Bono anche il ministro dell’Agricoltura Maurizio Martina, il suo omologo irlandese Simon Coveney, il Presidente del Consiglio Matteo Renzi e la Direttrice del World Food Programme Ertharin Cousin, nell’evento che ha avuto come titolo “It begins with me. How the world can end hunger in our lifetime”.

La discussione è partita da una frase pronunciata da Bono durante la serata del Concerto a Torino degli U2 la sera prima e citata dal ministro Martina:

Dove vivi non deve determinare se vivi.

L’attenzione si è poi concentrata subito sul problema della crisi siriana e di tutte le situazioni di tensione politica nel mondo che sono la causa delle enormi ondate migratorie che stanno coinvolgendo il nostro continente, in particolare negli ultimi mesi. Non si tratta però realmente di migranti, come ha affermato Bono:

Non dovremmo usare la parola “migranti”, “migranti” è una parola politica, il vero stato di queste persone è di “rifugiati”. Vengono dalla guerra, lasciano le loro case e non lo fanno perché vogliono vivere in Italia o Irlanda, lasciano le loro case perché non hanno casa.

Anche Ertharin Cousin ha ribadito come sia l’assenza di speranza a muovere queste persone nel tentativo estremo e disperato di salvare la loro vita e quella dei loro familiari. L’azione del World Food Programme è molto importante per dare speranza a chi non ce l’ha più, per dare loro l’opportunità di esercitare il loro diritto alla vita.

“Abbiamo bisogno delle vostre voci” ha proseguito la Direttrice del WFP, quelle voci che sono accorse al richiamo di Bono Vox, ma che devono essere coinvolte nel trovare una soluzione a questa emergenza.

Come deve essere coinvolta l’Europa, ma in realtà tutto il mondo, perché questo è un problema globale, come ha ammesso il ministro Coveney, che ha anche preannunciato un triplicamento dell’impegno dell’Irlanda nei prossimi tre anni in sostegno al WFP.

Bono ha sottolineato il ruolo fondamentale del Presidente del Consiglio Renzi e della Cancelliera tedesca Angela Merkel nel cercare di ridisegnare un tipo di accoglienza dei profughi secondo principi di umanità e li ha ringraziati per il loro lavoro.

Da parte sua Renzi ha ammesso come l’Italia negli ultimi anni abbia tagliato moltissimo sui fondi per la cooperazione internazionale:

L’impegno che prendiamo da qui al 2017 è tornare ad essere al quarto posto nella classifica dei Paesi del G7 per cooperazione internazionale.

Come ha detto anche nei giorni scorsi non è più sufficiente commuoversi, adesso bisogna cominciare a muoversi.

Alla fine tutti i partecipanti hanno firmato la Carta di Milano, come punto di partenza per dire basta alle parole e rendere finalmente una cosa concreta il concetto di “fame zero”.

7 settembre 2015
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I vostri commenti
mario asmara, martedì 8 settembre 2015 alle5:18 ha scritto: rispondi »

se alle iniziative partecipa la banda del P2D (renzi e coompany della leopolda), considerato il massacro sociale delle classi più povere e indifese dell' Italia, MI SPIACE, ma mi auguro che quello che organizzano vada tutto a monte, per evitare guai maggiori a chi dicono di voler tutelare................i

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