Al via oggi la “Settimana della Dieta Mediterranea” ad Expo Milano 2015. Si parla di cibo, ma anche di cultura, storia, tradizione e lavoro. Aspetti che devono essere trasmessi di generazione in generazione.

Ecco perché quest’anno si riunisce qui venerdì 18 la prima “Giornata mondiale della Dieta Mediterranea“, istituita con l’Expo delle Idee, il Forum Internazionale Dieta Mediterranea, giunto alla quinta edizione. Già alcuni eventi sabato avevano posto l’attenzione su un tipo di alimentazione, quella dei Paesi del Mediterraneo, sana ed equilibrata. Sono stati presentati i “7 pilastri della Dieta Mediterranea” e la “Carta Mediterranea dell’Infanzia”.

Il simposio di venerdì 18, si terrà presso la Sala Europa del Padiglione Unione europea. È stato organizzato dalla Camera di commercio di Imperia, dall’Azienda Speciale Promimperia e dal MIPAAF, vede la partecipazione di 13 Paesi affacciati sul Mediterraneo e aderenti a “Re.C.O.Med”, la rete delle città dell’olio d’oliva del Mediterraneo.

Il tema centrale è quello della buona alimentazione, ma non fine a se stessa: il buon cibo deve essere anche sostenibile e il consumatore deve essere consapevole di ciò che arriva sul suo piatto e dei percorsi che le materie prime hanno fatto prima di arrivare lì. Cibo per la salute umana quindi, ma anche per quella dell’ambiente.

Notevole attenzione sarà posta al nostro Paese, che è stato riconosciuto, da parte dell’UNESCO, come la culla del buon cibo, anche da un punto di vista culturale. Lo ribadisce Riccardo Garosci, capo progetto del Comitato di candidatura Expo Milano e presidente del Comitato per l’Educazione Alimentare del Ministero dell’Istruzione e coordinatore del Tavolo tematico per la “Carta di Milano“:

L’Italia ha 840 pozzi di petrolio inesauribili da sfruttare e far conoscere meglio: sono i 50 siti Unesco e 790 marchi di Denominazione di origine riconosciuti dalla UE in tutte le singole regioni del nostro Paese. Oggi affidiamo con serenità questo patrimonio agroalimentare alle nuove generazioni.

Possiamo dire di aver raggiunto il nostro obiettivo, ovvero consegnare alla “EXPO Generation” fatta da centinaia di migliaia di studenti che stanno visitando l’Esposizione di Milano, l’eredità immateriale di conoscenze sul cibo che rappresenta il patrimonio più prezioso che ci lascerà EXPO al termine di questi sei mesi.

14 settembre 2015
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