Quante volte d’estate in giornate particolarmente afose abbiamo sperato di poter in qualche modo estrarre l’acqua presente dall’aria per ridurne il tasso di umidità e renderla più respirabile. Lo ha fatto l’azienda svizzera SEAS (Societé de l’Eau Aerienne Suisse), ma non con lo scopo di migliorare la qualità dell’aria, bensì con quello di ricavare una preziosa risorsa da una fonte sempre presente, con minori costi e impatti per infrastrutture e trasporti.

L’azienda di Riva San Vitale (Ticino) ha creato Awa Modula (Air to Water to Air), una macchina in grado di captare l’umidità presente nell’aria e trasformarla in acqua che può essere utilizzata per uso agricolo, se distillata anche per uso alimentare, farmaceutico, ospedaliero, industriale, mentre con l’aggiunta di sali minerali può diventare acqua di qualità da bere.

La presentazione di Awa Modula è avvenuta ad Expo 2015 in occasione della giornata dedicata dal Canton Ticino all’acqua, in un angolo del padiglione della Svizzera. Il sistema è già in utilizzo in alcune realtà: in America Latina (Messico, Perù, Ecuador), nelle Isole Caraibiche, nel Nord Africa, nel Sud Africa, nel Libano e negli Emirati Arabi.

Le potenzialità di questa macchina promettono di farla diventare una risorsa preziosa per la lotta alla scarsità d’acqua nel mondo, un problema sempre più sentito: 880 milioni di persone nel mondo oggi non hanno accesso all’acqua potabile e 3,4 milioni perdono la vita proprio a causa della carenza di acqua e delle patologie che questa calamità crea. È di oggi poi la notizia che entro il 2040 saranno ben 33 gli Stati a doversi confrontare con condizioni di rischio, da questo punto di vista, davvero elevate.

Mantenendo l’acqua in ricircolo costante e a temperature corrette possono essere prodotti per macchina, al giorno, dai 2.500 ai 10.000 litri di acqua, ma è un sistema scalabile che potrebbe essere implementato fino al raggiungimento di centinaia di metri cubi.

Un aspetto che rende Awa Modula particolarmente sostenibile è che funziona ad elettricità, potendo quindi anche far uso di energie rinnovabili quali il solare o l’eolico, riuscendo a funzionare anche in pieno deserto. Il processo di trasformazione restituisce aria fresca che può essere utilizzata per la climatizzazione e calore utilizzabile per il riscaldamento dell’acqua sanitaria.

Un processo particolarmente innovativo proprio per il suo ridotto impatto e la sua efficienza, che lo rende adatto ad un’ampia diffusione. Come ha spiegato Anna Magrini, professoressa all’Università di Pavia che ha collaborato alla realizzazione del progetto:

La tecnologia garantisce un impatto ambientale basso o nullo. A differenza delle tecnologie ad osmosi inversa (desalinizzazione, depurazione delle acque, trattamento delle acque reflue, ecc.), quella di SEAS non rilascia impurità nell’ecosistema locale e offre una fonte illimitata e inesauribile di acqua potabile.

31 agosto 2015
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AGI
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I vostri commenti
Silvano Ghezzo, martedì 1 settembre 2015 alle22:59 ha scritto: rispondi »

Sarebbe interessante sapere anche il relativo prezzo di vendita e l'ingombro totale.

giuseppe D, martedì 1 settembre 2015 alle5:49 ha scritto: rispondi »

invenzione fantstica da finanziare subito

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