Tifoni, tempeste di neve, periodi di siccità estrema hanno da sempre caratterizzato il clima sulla Terra, ma la loro frequenza e la loro intensità è strettamente correlata ai cambiamenti climatici provocati dall’uomo. A sostenerlo è il recente rapporto sul clima redatto dalla World Meterological Organization.

La WMO si occupa delle condizioni climatiche globali per conto delle Nazioni Unite e vigila sul riscaldamento globale e gli eventi meteo estremi. Fenomeni meteo come la siccità, gli uragani particolarmente devastanti e le piogge incessanti vanno infatti monitorati costantemente perché possono causare migliaia di vittime e danni ingenti, mettendo in ginocchio intere economie.

Secondo quanto affermato da Michel Jarraud, segretario generale della WMO, molti degli eventi meteo estremi che si sono verificati nel 2013, erano stati previsti dai climatologi come conseguenza dei cambiamenti climatici indotti dall’uomo. Come ha illustrato lo stesso Jarraud, nel 2013:

Abbiamo assistito a precipitazioni più abbondanti, ondate di calore più intense e a maggiori danni alle aree costiere, provocati dalle inondazioni e dalle mareggiate imputabili all’innalzamento del livello dei mari.

Jarraud cita il caso emblematico del tifone Haiyan che nel novembre del 2013 ha devastato le Filippine, lasciandosi dietro una scia di morte. L’intensità del tifone sarebbe direttamente riconducibile ai cambiamenti climatici provocati dall’uomo.

Altro esempio di come le emissioni di gas serra generate dalle attività umane influenzino pesantemente il clima è il caso del caldo record registrato lo scorso anno in Australia. Secondo la WMO, temperature simili non sarebbero state possibili senza l’apporto delle sostanze climalteranti emesse dall’uomo. Sono i gas serra infatti a intrappolare il calore. Nel report dell’ONU si annoverano, tra gli eventi meteo estremi del 2013 influenzati dai cambiamenti climatici indotti dall’uomo:

le ondate di freddo in Europa e negli Stati Uniti, le inondazioni in India, Nepal, Cina del Nord, Russia, Europa centrale, Sudan e Somalia, la neve in Medio Oriente e una grande siccità nel Sud della Cina e in Brasile.

Le emissioni generate dalle attività umane fungono da acceleratore, esacerbando l’effetto sul clima di fenomeni naturali come le eruzioni vulcaniche o l’oscillazione meridionale, El Niño e La Niña. Il 2007 e il 2013 sono stati gli anni più caldi da quando hanno avuto inizio le rilevazioni sulle temperature. Tredici dei 14 anni più caldi mai registrati si sono verificati proprio nel 21° secolo. Inoltre, ciascuno degli ultimi tre decenni si è rivelato più caldo di quello precedente.

Tra il 2000 e il 2010 le emissioni gloabali di gas serra sono aumentate in media del 2,2% ogni anno e senza accordi vincolanti sul clima sarà impossibile mantenere l’aumento delle temperature a 2°C, rispetto ai livelli pre-rivoluzione industriale. All’andamento attuale, le temperature aumenteranno di 4°C da qui al 2100. Questo fallimento delle politiche internazionali sul clima sarà causa di ulteriori eventi meteo estremi, con costi umani, economici e ambientali immani.

25 marzo 2014
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I vostri commenti
Maria Laura, mercoledì 26 marzo 2014 alle22:04 ha scritto: rispondi »

I cambiamenti climatici sono sì una costante del pianeta, ma parliamo di trasformazioni che impiegano secoli se non milioni di anni per compiersi, non poche decine! L'uomo sta intensificando e inasprendo questi cambiamenti perché sta sfruttando le risorse in maniera avida e innaturale. Non conosco le tue fonti della Nasa, ma la Worldwatch Institute (su cui ho fatto molte ricerche) ha dimostrato che le catastrofi legate ad ad eventi GEOFISICI sono rimaste stazionarie, mentre quelle legate a fenomeni meteorologici sono aumentate di circa 2.6-3.6 volte dal 1980 ad oggi! E se c'è una cosa che non sopporto è questo vizio delle persone di continuare a non prendersi la responsabilità delle proprie azioni. Sinceramente penso che "i veri e noti problemi che affliggono l'umanità", come dice lei, UNO potrebbero essere risolti attraverso strategie economiche "green", che come dimostrato sono quelle più efficienti in termini di costi e di efficienza; DUE penso che non ci possa essere crescita di nessun tipo se prima la popolazione non ha la possibilità di vivere una vita lunga e sana!; TRE, ha idea di quanto costano le catastrofi ambientali in termini di economia e vite umane? Se fossimo una razza furba, oltre che intelligente, penseremmo a come prevenire, piuttosto che piangerci sopra e impoverirsi per riparare il danno...

Rinaldo Sorgenti, martedì 25 marzo 2014 alle20:04 ha scritto: rispondi »

Forse è il caso di smetterla con questa continua enfasi al catastrofismo. I cambiamenti climatici sono una costante del Pianeta e ci sono sempre stati anche in passato come continueranno ad esserci in futuro essendo sostanzialmente dovuti a fattori che prescindono dall'attività dell'uomo. Le statistiche NASA dimostrano che gli eventi estremi non sono affatto in aumento, cosi come gli uragani, mentre la temperatura è da ormai 15 anni che non sta più aumentando e peraltro non vanno certe lette in una scala decadale. Forse è giunto il momento di smetterla di sperperare così tante risorse e concentrare gli sforzi per tentare di risolvere i veri e noti problemi che affliggono l'umanità nei molti Paesi sottosviluppati del Pianeta.

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