Uno dei problemi principali delle auto elettriche è l’autonomia sulle lunghe distanze, unita alla mancanza di colonnine di ricarica, ancora non diffusissime su tutto il globo. Per ovviare a questa annosa questione, la società britannica Charging Solutions ha ideato la prima base di ricarica “portatile” per veicoli elettrici, anche se non semplicissima da trasportare nel bagaglio di un’automobile.

L’unità, chiamata giustamente EV Rescue, è dotata di una porta J1772 compatibile con tutte le auto elettriche in commercio e garantisce velocità di ricarica mediamente accettabili. Un test condotto sulla Nissan Leaf mostra come il modello 2011 si ricarichi di un miglio ogni 3 minuti, mentre la Leaf 2013 raggiunge il tasso di 1 miglio al minuto. L’autonomia totale è di 15 miglia per la versione standard e di 33 per quella deluxe, quindi circa 24 e 53 chilometri.

James Jean-Louis, Managing Director di Charging Solution, spiega perché questo prodotto sia tanto innovativo:

«L’EV Rescue è un’innovativa unità di carica standalone per l’assistenza in strada, le località remote, le concessionarie e le autofficine. […] Fornisce energia portatile flessibile, senza la necessità di punti fissi di ricarica.»

EV Rescue, che può essere a sua volta caricata tramite le normali prese di corrente in circa 90 minuti, è disponibile in due versioni, da 4 o 10 Kw. Il prezzo al pubblico non è ancora reso noto, ma si comprende come sia più orientata ai professionisti che agli utenti comuni. Le dimensioni, così come si nota in fotografia, non sono le più agevoli per trasportare il prodotto nel bagagliaio, nonostante il trasporto a terra sia facilitato da comode rotelle. Di primo acchito, sembra essere la soluzione ideale per servizi di soccorso stradale, riparatori o per l’installazione di punti di ricarica temporanei, magari nelle ore di punta del traffico.

17 giugno 2012
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