Eurovelo: il Parlamento Europeo vota il futuro della bicicletta

A guardare la rete geografica del progetto Eurovelo sembra quasi di rivedere un modello stile TAV, per quanto articolato e vasto risulta essere: un insieme di vie che unisce quasi tutta Europa, da Catania fino a Londra, dal Mar Nero fino al Portogallo. Al contrario del treno ad alta velocità, però, in questo caso stiamo parlando di un progetto che guarda autenticamente alla sostenibilità ambientale.

Si tratterebbe infatti di rilanciare, ampliandola, la rete di piste ciclabili all’interno del territorio europeo. In altre parole, fare della bicicletta un mezzo di trasporto serio, su cui l’UE investe e che funge da alternativa ai mezzi locomotori tradizionali. La parola “rilanciare” non è usata a caso: più di metà della rete Eurovelo, in effetti, è già perfettamente fruibile.

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Il prossimo 18 dicembre, dopo una prima discussione avvenuta a fine novembre, la Commissione Trasporti del Parlamento Europeo voterà proprio l’inserimento o meno di Eurovelo all’interno della rete transnazionale di trasporti TEN-T. L’auspicio è che le pressioni delle lobby automobilistiche non siano tali da influenzare la decisione.

Se il piano venisse approvato, verrebbero stanziati i fondi per portare la rete ciclistica dagli attuali 40 mila km fino a 70 mila. La bici, che qualcosa come 100 milioni di europei usa ormai stabilmente come mezzo di trasporto, potrebbe davvero affermarsi non come ripiego minoritario ma come alternativa alla pari. Con il prezzo dei carburanti alle stelle e i problemi di CO2 che ancora affliggono il Vecchio Continente, perdere quest’occasione sarebbe davvero ingiustificabile.

11 dicembre 2012
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