Il 2011 è stato l’anno d’oro delle energie rinnovabili in Europa con il record di nuove installazioni. Ben il 71,3% della nuova potenza elettrica installata l’anno scorso è da fonte verde, principalmente energia eolica o fotovoltaica. I dati li ha forniti la European Wind energy Association (EWEA) che, con il suo consueto report annuale, oltre a mostrare la crescita delle energie rinnovabili, racconta anche un fenomeno molto importante: nel 2011 la nuova potenza elettrica da petrolio e nucleare è stata inferiore a quella dismessa.

Nel dettaglio per il 2011 9.616 nuovi MW di potenza vengono da impianti eolici, che raggiungono in totale i 93.957 MW pari al 6,3% del totale elettrico europeo. Limitandoci alla sola nuova capacità produttiva, l’eolico è pari al 21.4% di quanto installato l’anno scorso grazie alla crescita dei parchi eolici in Germania, Svezia e Regno Unito (quest’ultimo soprattutto con parchi eolici offshore). La Germania resta la nazione più eolica d’Europa, seguono Spagna, Francia, Italia e Regno Unito.

Ma il vero boom nel 2011 lo ha fatto il fotovoltaico con circa 21 mila nuovi MW installati, pari al 46,7% della nuova potenza installata. È già noto che l’Italia è uno dei paesi maggiormente coinvolti in questo record. Segue il gas naturale, che con 9.718 (21,6%) si avvia a sostituire del tutto il petrolio come fonte di generazione di energia elettrica.


La cosa interessante di questi numeri è che, se verranno confermati anche nei prossimi anni (e non è affatto detto, vista la tensione sugli incentivi statali alle rinnovabili che si sta registrando in molti stati europei) nel 2020 l’Europa supererà persino i target di Kyoto, raggiungendo il 34% di potenza elettrica generata dalle rinnovabili.

20 febbraio 2012
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I vostri commenti
Enzo R., martedì 21 febbraio 2012 alle12:57 ha scritto: rispondi »

Il mio commento non intendeva affatto riaprire un inutile braccio di ferro sui paragoni con "gli altri". Le unità di misura, spero, sono fuori discussione: i Watt restano tali e sono diversi dai Wattora che a loro volta restano unità di misura dell'energia. Se leggo, ad esempio, che il 22,2 % dei consumi di energia elettrica in Italia (2010) è sostenuto da energie rinnovabili, ritengo il dato significativo e notevole. Se si copre il 100% dei consumi di energia elettrica in Italia(e non il 100% di potenza rispetto agli altri che non vuol dire nulla) con sorgenti rinnovabili, è ovvio che non ci sarà bisogno di altre fonti.

Ziomaul, martedì 21 febbraio 2012 alle1:32 ha scritto: rispondi »

Potenze o "energia finale ricavata" nella percentuale totale assieme ad altre forme non cambia molto. Al massimo qualche leggera differenza finale. Cambierebbe molto solo se fosse "fine se stessa". Se si copre al 100% di potenza rispetto ad altre alla fine è coperto totalmente anche il suo consumo rispetto agli altri. Infatti anche gli altri hanno "perdite" tra la potenza ottenibile e la produzione effettiva. Rimangono i consumi per la sua conservazione ma in un'ottica diffusa di un impianto che copre la mancanza di un'altro e i costi in continua discesa questo diviene indifferente. ----------- 71,3% è tantissimo! Se mettiamo che continua la crescita (un probabile 15%) e che tra poco si aggiunge Desertec con il suo 15% tra pochi anni (2020-2025) non avremmo più bisogno di elementi energetici inquinanti o pericolosi. . Ciao

Enzo R., lunedì 20 febbraio 2012 alle21:58 ha scritto: rispondi »

Continuare a parlare di potenza e non di energia prodotta certamente non contribuisce a favorire l'impiego delle energie rinnovabili. Le cifre sui MW installati possono indicare soltanto le tendenze in atto e il potenziale a disposizione per produrre energia. Sono dati importanti, ma ciò che è di essenziale rilevanza ai fini pratici e di pianificazione è sapere quanta energia si è ricavata dagli impianti e/o quanta se ne potrà ottenere.

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