Le grandi aziende che stanno dietro le sperimentazioni genetiche sui prodotti vegetali che ritroviamo quotidianamente sulle nostre tavole hanno subito un no inaspettato. Mentre nuove patate transgeniche compaiono all’orizzonte, Greenpeace ha raccolto le preoccupazioni a riguardo da parte delle catene di Fast Food.

Da McDonald a Burger King, passando per Lorenz Snack-World e Nordsee, è arrivato un secco “no” alle patatine fritte transgeniche. Ciò può forse sorprendere, visto che alcune di queste aziende non sono note per il salutismo dei loro prodotti, ma in realtà è la diretta conseguenza della paura che, per fortuna, la massa nutre ancora verso gli OGM.

Proprio il timore del “panico” generale dei clienti, che la notizia di ingredienti geneticamente modificati potrebbe suscitare, è probabilmente alle spalle della ritrosia di queste aziende verso i prodotti transgenici.

La battaglia in Europa è ancora aperta: se da un lato delle potentissime lobby premono per la liberalizzazione degli OGM, dall’altro le propaganda ambientalista è riuscita a creare una coscienza critica vigile nella società civile.

30 aprile 2010
I vostri commenti
maria, sabato 1 maggio 2010 alle12:49 ha scritto: rispondi »

Il tutto ha il sapore della pubblicità e dell'auto promozione da parte delle aziende sopranominate

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