Sta facendo il giro del Web il video della piccola orsetta Nastia mentre viene brutalmente strappata dalle braccia della madre, quindi rinchiusa in una cassa di legno. Protagonisti del gesto un gruppo di ucraini capeggiati da un fotografo che, ispirato dagli Europei 2012, ha deciso di sfruttare l’animale come attrazione per le foto con i turisti.

La piccola, fino a poco tempo fa, era ospite con la madre all’interno dello zoo di Lutsk in Ucraina. Nel video distribuito dal Daily Mail è evidente la terrore della piccola orsetta di soli quattro mesi, inserita a forza dentro una cassa inchiodata con la rete da polli. Gli strilli degli animali non sono passati inosservati agli occhi degli animalisti di tutto il mondo, i quali chiedono che i due animali possano ricongiungersi al più presto.

Promotrice dell’iniziativa il gruppo in favore degli animali Vier Pfoten, presente durante la separazione coatta e artefice del video denuncia. Il portavoce del gruppo, il Dottor Amir Khalil, sottolinea:

«Le immagini sono state scattate nel maggio di quest’anno ed erano le più sconvolgenti che ho visto, un cucciolo di orso in natura trascorre due anni con la madre. Strappandolo alla mamma così giovane il piccolo orso resterà traumatizzato. Inoltre essere usato come attrazione turistica sarà per lui un tormento, una vera crudeltà. La vendita di orsetti ai privati ??dovrebbe essere illegale in Ucraina. Chiediamo che il governo Ucraino confischi immediatamente Nastia. Mamma e figlia devono essere riunite il più presto possibile. Siamo a completa disposizione delle autorità per trovare una casa adatta alle loro esigenze».

Non sorprende che un gesto del genere sia avvenuto in Ucraina, ormai da tempo sotto l’occhio critico degli animalisti. Complici i recenti Europei di calcio 2012, conclusi ieri con la vittoria della Spagna, i quali si sono svolti tra le infinite polemiche legate alla mattanza mai conclusa dei cani randagi.

2 luglio 2012
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I vostri commenti
Roby, martedì 16 luglio 2013 alle8:06 ha scritto: rispondi »

Viva tanti terremoti tsunami e altre stupende cosine, più che meritate.

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