Gli Europei di Calcio di Polonia e Ucraina sono ormai alle porte, ma il problema della mattanza animale non ha ancora trovato una soluzione. Come ormai noto, per le strade ucraine è in corso un vero e proprio sterminio di cani, all’unico scopo di “ripulire” le città in vista dell’arrivo dei turisti. Tantissimi animali randagi sono stati selvaggiamente picchiati, torturati e uccisi, per poi essere gettati in cassonetti o in fosse comuni improvvisate.

Gli animalisti, proprio alla vigilia dell’evento, richiedono però una maggiore consapevolezza dagli sportivi. Sono tante le persone che hanno manifestato contro questa barbarie – si pensi alla manifestazione del 5 maggio a Roma – ma è proprio il mondo del calcio a non intraprendere azioni sufficienti. È per questo motivo che l’Associazione Animalisti Italiani Onlus ha richiesto che la nazionale italiana scenda in campo con il lutto al braccio:

«Mercoledì scorso trenta attivisti degli Animalisti Italiani si erano incatenati ai cancelli dell’ambasciata ucraina, lanciando un appello rivolto proprio alla Nazionale azzurra. Con la richiesta che gli azzurri osservino un minuto di silenzio prima del debutto agli Europei, e giochino con il lutto al braccio, per ricordare la violazione insieme dei diritti umani e animali: ricordando così la prigionia di Yulia Tymoshenko e i 30.000 randagi massacrati».

La protesta segue le azioni del presidente Figc Giancarlo Abete, il quale ha inoltrato all’associazione delle immagini con protagonisti Cesare Prandelli, Demetrio Albertini e altri giocatori in compagnia di alcuni cani. Un impegno che è stato giustificato insufficiente, perché a detta dell’associazione non bastano foto “sorridenti” per dimostrare reale interesse per la sorte dei massacrati cuccioli. La Nazionale deve mostrare un dissenso forte, senza nascondersi dietro l’egida del politically correct. Queste le parole del presidente Walter Caporale:

«Se il calcio è davvero uno sport tanto virile, che lo dimostri di fronte al mondo. Smettiamola con l’ipocrisia. Abete e i nostri eroi abbiano il coraggio di farsi portavoce presso l’UEFA di un gesto chiaro, civile, condivisibile. Indossino la fascia nera alla prima partita, contro le crudeltà ancora in atto in Ucraina.»

28 maggio 2012
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