Il più spettacolare dei vulcani italiani, l’Etna, entra a far parte del patrimonio mondiale dell’umanità Unesco. L’agenzia ONU è giunta a questa decisione dopo aver riconosciuto l’importanza del grande cratere siciliano, uno dei più “emblematici e vivi al mondo”.

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L’Etna è certamente il simbolo della Sicilia e una delle zone più preziose d’Italia, con le sue spettacolari eruzioni e le colate di lava mozzafiato. Si tratta di uno dei vulcani più attivi ed elogiati del mondo, tanto che lo si trova negli scritti e nelle opere d’arte risalenti anche a 2.700 anni fa. Proprio per la sua importanza sia geologica che culturale, l’Unesco ha deciso di proteggerlo con l’assegnazione del tanto ambito titolo.

I crateri, le ceneri, le colate di lava, le grotte di lava e la depressione della valle del Bobe, fanno del monte Etna una destinazione privilegiata per la ricerca e l’educazione, la vulcanologia, la geofisica e altre discipline di scienza della terra. La sua notorità, la sua importanza scientifica, i suoi valori culturali e pedagogici sono di importanza mondiale.

Così spiega l’agenzia ONU durante la sua sessione annuale, quest’anno tenutasi a Phnom Penh in Cambogia. Non solo il promontorio vulcanico in sé diverrà patrimonio dell’umanità Unesco, ma anche tutto il parco dell’Etna istituito a partire dal 1987, con le sue singolari flora e fauna. Un titolo particolarmente gradito anche al Governo Italiano, così come spiega il Ministero dell’Ambiente:

Un risultato importante che riconosce l’unicità del patrimonio naturale italiano, il valore delle politiche nazionali di conservazione e il lavoro svolto negli ultimi anni dal Parco dell’Etna e dal Ministero dell’Ambiente, che nel gennaio 2012 ne ha patrocinato la candidatura.

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Non solo Italia, però: all’incontro annuale dell’organizzazione, infatti, sono stati nominati anche altri luoghi sparsi sul Pianeta. Tra questi il Tian Shan, la catena montuosa più affascinante della Cina con la vetta di 7.439 metri di Vittoria Peak, e il mare di sabbia della Nabibia, un deserto costiero sui generis pur essendo direttamente collegato agli specchi d’acqua locali. Vi sono infine altri 31 luoghi naturali, selezionati da una base di 915 siti iscritti da 151 paesi mondiali, che potrebbero presto diventare a loro volta patrimonio dell’Unesco.

22 giugno 2013
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