Quando acquistiamo un elettrodomestico, oltre al prezzo, ormai siamo quasi tutti abituati a controllare l’etichetta energetica. Optare per frigoriferi, condizionatori e televisori a basso consumo è infatti il primo passo per ridurre i costi della bolletta energetica. Da una recente ricerca effettuata nell’ambito del progetto Marketwatch ci giunge però una brutta notizia: un’etichetta su tre risulta infatti sbagliata, rendendo difficile agli acquirenti scegliere prodotti ad alta efficienza energetica.

L’analisi “Etichetta furbetta”, condotta da Legambiente in collaborazione con il Movimento Difesa del Cittadino, è stata effettuata prendendo in considerazione un campione di 2.522 prodotti, di cui 1.991 venduti nei negozi fisici e 531 negli store online. Dallo studio è emerso che un terzo delle etichette non si trovava al posto giusto o era scorretta. In alcuni casi l’elettrodomestico ne era addirittura sprovvisto. I consumatori dovrebbero prestare attenzione in particolare quando acquistano televisori, condizionatori e cantinette. Questi infatti sono risultati i prodotti con l’etichettatura peggiore. Come spiega Davide Sabbadin, coordinatore del progetto MarketWatch:

Dalla ricerca emerge un quadro non completamente soddisfacente dell’applicazione della normativa europea, in particolar modo nel mondo del trading online. Per questo crediamo che sia fondamentale la formazione dei professionisti del settore per colmare quel gap cognitivo che il cittadino può avere davanti all’etichetta energetica.

A peggiorare il quadro poco confortante si aggiunge la non applicazione dell’obbligo di consegna della scheda tecnica al consumatore, in chiara violazione della normativa Ecodesign. Il mancato rispetto delle direttive sulle etichette energetiche si traduce in un danno economico non da poco per gli acquirenti, stimato in 400 euro a famiglia. Senza dimenticare la perdita dei benefici per l’ambiente, come fa notare il vicepresidente nazionale di Legambiente, Edoardo Zanchini:

Il taglio annuale alle emissioni climalteranti sarebbe pari a 500 milioni di tonnellate di C02: si tratta dell’1,5% delle emissioni mondiali, pari a quelle del parco auto circolante in Europa.

Gli ambientalisti mettono in guardia i consumatori soprattutto nel caso di acquisti di elettrodomestici online: solo il 10% dei prodotti riporta infatti correttamente le informazioni sui consumi energetici.

24 giugno 2014
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