Etichetta ecologica per WC e servizi dall’Unione Europea. A proporne l’introduzione è la Commissione Ue, che punta a un marchio comunitario di efficienza per i sanitari continentali e alla definizione di alcune “buone pratiche” per quanto riguarda il loro utilizzo da parte dei cittadini europei.

Affermare un’etichetta ambientale per i WC allo scopo di salvaguardare le risorse d’acqua, questo il presupposto dell’iniziativa della Commissione UE. A confermarlo Joe Hennon, portavoce del commissario per l’Ambiente Janez Potočnik:

L’obiettivo primario di stabilire un criterio per WC ecc. è legato all’incremento di efficienza idrica durante il suo utilizzo.

Allo studio già dal 2011, questo progetto ha preso in esame variabili come il comportamento degli utenti, le analisi del mercato, le soluzioni più avanzate a livello tecnologico e quelle ancora in via di definizione. Esaminati anche i rapporti dei singoli Stati, mentre l’iniziativa si scontra al momento proprio con la forte disparità di regolamentazione di questi ultimi.

Le proposte iniziali di limitare lo scarico del water a 3 litri per utilizzo è stata respinta, così come limitare gli orinatoi a 0,5 litri per getto. Questo perché tali misure non risulterebbero applicabili, qualora fossero inserite come indicatori nella etichetta ecologica, in molti Stati UE come Paesi Bassi, Francia e Portogallo ad esempio, dove per legge è vietato installare servizi WC con flusso al di sotto dei 6 litri/utilizzo.

Esistono poi casi come il Regno Unito, dove sono anzi incoraggiate le installazioni di WC che richiedono meno di 6 litri per scarica, questo però considerando lo stato delle tubature e l’età dell’immobile. Un’iniziativa che per il momento quindi sembra destinata a restare sulla carta.

29 ottobre 2013
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