Etichette alimentari ingannevoli: multe fino a 40 mila euro

Da oggi chiunque ingannerà i consumatori attraverso etichette alimentari “truffaldine”, ovvero non rispettando il dovere di fornire le indicazioni obbligatorie corrette, potrà ricevere una multa da 500 euro a ben 40 mila euro. Questo perché è entrato in vigore il decreto legislativo 23 del 15 dicembre 2017, che va a integrare ciò che mancava finora all’interno del Regolamento Ue 1169/2011 (dedicato all’etichettatura degli alimenti).

Nello specifico chi fornirà nelle etichette informazioni non veritiere su natura, identità, proprietà, composizione, quantità, durata di conservazione, paese d’origine o di provenienza, metodo di fabbricazione o produzione rischierà una sanzione tra i 3 e i 24 mila euro. Chi invece propenderà per una mancata indicazione di allergeni contenuti negli alimenti e la messa in vendita di cibi oltre la loro data di scadenza verrà punito con multe più gravi.

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Dai 3 ai 24 mila euro anche la sanzione per chi inserirà nell’etichettatura di un alimento caratteristiche non presenti nel prodotto, o chi utilizzerà delle diciture in modo ingannevole, ad esempio inserendo “bio” quando il cibo venduto non è effettivamente biologico.

Saranno multati quei produttori beccati a immettere sul mercato alimenti con etichette ingannevoli o con indicazioni obbligatorie mancanti, ma prodotti o etichettati dopo il 9 maggio, la data dell’entrata in vigore del nuovo regolamento. Quelli etichettati o venduti prima di questa data potranno ancora essere commercializzati fino all’esaurimento delle scorte.

10 maggio 2018
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