Etichetta origine pasta, AIDEPI: bene, ma serve più grano italiano

Al via l’obbligo anche per la pasta di indicare in etichetta l’origine del grano utilizzato per realizzare il prodotto. L’entrata in vigore del decreto interministeriale scatta a distanza di 180 giorni dalla pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale. Una novità accolta positivamente da AIDEPI, Associazione delle Industrie del Dolce e della Pasta, che però chiede che aumenti la quota di grano italiano di qualità.

Le novità per quanto riguarda l’etichetta di origine del grano utilizzato per produrre la pasta seguono di pochi giorni il provvedimento che ha interessato il riso. Una modifica al precedente regolamento già metabolizzata dai pastai italiani secondo Riccardo Felicetti, presidente dei pastai AIDEPI, che ha dichiarato:

I pastai italiani sono pronti: ci siamo già adeguati a questo regolamento nazionale, come sempre fatto per ogni normativa che interessa i nostri associati, arrivando anche in anticipo rispetto alla data prevista, tanto che pacchi di pasta con la nuova etichetta sono già presenti in scaffale da alcune settimane. Certo, per qualche tempo gli italiani troveranno nei punti vendita anche pacchi di pasta con la ‘vecchia’ etichetta, perché ci sono ancora delle giacenze da smaltire.

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Un’etichetta che però sarà destinata a non durare a lungo, spiega lo stesso Felicetti, superata dall’arrivo in estate del Regolamento UE sull’origine degli alimenti. Un provvedimento che modificherà nuovamente le modalità di scrittura delle informazioni richieste. Al di là delle future variazioni nell’etichettatura, il tema che avrà maggiore rilievo nell’immediato futuro sarà quello di superare:

Il gap strutturale, quantitativo e qualitativo, che impone agli industriali della pasta di importare una quota (in media il 30%). del grano necessario per fare il loro prodotto.

Per incrementare la disponibilità di grano duro nazionale di qualità e prodotto in modo sostenibile in linea con le esigenze dell’industria molitoria e della pasta la strada giusta sono infatti i contratti di filiera, che diversi protagonisti del mondo grano-pasta hanno già intrapreso: in questo modo si garantisce ai pastai un grano adeguato e agli agricoltori un reddito certo, commisurato all’impegno profuso e alle specifiche condizioni ambientali e climatiche, garantendo al contempo una protezione dalle fluttuazioni del mercato.

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Etichetta pasta: le novità

Le diciture previste nella nuova etichetta per la pasta saranno tutto sommato simili a quelle previste per il riso. Come ha riferito Coldiretti attraverso un comunicato ufficiale:

Secondo quanto previsto dal decreto le confezioni di pasta secca prodotte in Italia dovranno d’ora in poi avere obbligatoriamente indicato in etichetta il nome del Paese nel quale il grano viene coltivato e quello di molitura; se proviene o è stato molito in più Paesi possono essere utilizzate, a seconda dei casi, le seguenti diciture: Paesi UE, Paesi NON UE, Paesi UE E NON UE. Inoltre, se il grano duro è coltivato almeno per il 50% in un solo Paese, come ad esempio l’Italia, si potrà usare la dicitura: “Italia e altri Paesi UE e/o non UE”.

13 febbraio 2018
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