Etichetta d’origine su tutti i tipi di carne, da oggi è obbligatoria

Dopo tre anni di proteste da parte di associazioni e produttori, dovute soprattutto al crescente numero di allarmi alimentari nel settore delle carni (l’ultimo, in ordine di tempo, sui maiali di origine tedesca), gli Stati membri dell’Ue hanno finalmente emanato l’obbligo di indicare il paese d’origine sull’etichetta di tutti i tipi di carne.

L’obiettivo principale dell’accordo è quello di creare un’etichetta facilmente leggibile e comprensibile, in grado cioè di fornire ai consumatori tutte le informazioni essenziali sugli alimenti che si acquistano. Sulla nuova etichetta, infatti, oltre al paese di origine, saranno indicati i valori energetici e nutrizionali dei prodotti e, per agevolare i soggetti caratterizzati da intolleranze alimentari, l’indicazione della presenza di eventuali allergeni.

In un comunicato ufficiale, la Confederazione Italiana Agricoltori ha espresso la propria soddisfazione per il provvedimento UE:

È una decisione importante che va nella direzione indicata da Roma. Ora sarà importante la sua attuazione pratica in tempi rapidi.

L’impegno deve essere quello di tracciare l’origine anche per tutti i prodotti animali trasformati. Spesso, infatti, il consumatore è tratto in inganno da etichette che riportano dizioni che richiamano all’italianità, quando invece il prodotto nasce da materie prime straniere.

L’accordo rappresenta comunque una sorta di passaggio preliminare verso la completa etichettatura di tutti gli alimenti. Entro due anni, infatti, Bruxelles dovrà pronunciarsi circa la possibilità di estendere l’obbligo dell’origine anche alla carne usata come ingrediente negli alimenti e, un anno dopo, su latte, carni diverse presenti nelle preparazioni, alimenti a monoingrediente e quelli dove gli ingredienti superano il 50% del prodotto finale.

Una soluzione, quest’ultima, invocata da tempo dalla Coldiretti, che sostiene l’estensione dell’indicazione del luogo di origine ad alimenti particolarmente diffusi quali prosciutti, salami e formaggi. Secondo il presidente di Coldiretti, Sergio Marini, infatti:

In Italia la metà delle mozzarelle e tre prosciutti su quattro sono ottenuti da latte e carne di animali allevati all’estero senza alcuna informazione per il consumatore.

24 giugno 2011
In questa pagina si parla di:
Lascia un commento