La marmellata di zucchine è un modo insolito per proporre questi ortaggi sani e gustosi ai più piccoli. Si tratta di una ricetta vegan, che permette di coniugare tutta la bontà degli ortaggi al dolce di un dessert che può essere consumato la mattina sulle fette biscottate, per condire il tofu, all’interno di tante preparazioni differenti o anche come salsa di contorno per il seitan arrosto o comunque per cotture del seitan che lo lascino abbastanza asciutto.

La preparazione della marmellata di zucchine è un po’ lunga, come per tutte le marmellate, perché richiede anche la sterilizzazione dei barattoli prima e dopo il completamento della ricetta. Le quantità indicate valgono per un chilo di zucchine, ma naturalmente si possono preparare delle quantità maggiori, perché, conservata in un luogo fresco e asciutto, la bontà di questa marmellata può durare un intero anno solare.

Ingredienti marmellata di zucchine

  • 1 kg di zucchine
  • 800 g di zucchero
  • limone qb
  • sale qb
  • acqua qb

Procedimento

  • Lavare le zucchine ed eliminare la buccia. Tagliarle a metà e bollirle in acqua con un po’ di sale. La quantità di sale va vagliata in base alla quantità di acqua utilizzata;
  • Dopo aver bollito le zucchine, scolarle e posizionarle in una pentola, purché non sia di alluminio. La composizione dell’alluminio è tale, infatti, da non consentire di lasciare a riposo determinati cibi cotti in esso e quindi è sconsigliabile per tutte le marmellate e anche per questa;
  • Insieme alle zucchine, mettere nella pentola tutto lo zucchero e un po’ di succo di limone. Qui invece la quantità varia secondo le proprie preferenze. È comunque consigliabile utilizzare fino a un massimo di tre limoni, non oltre;
  • Cuocere a fuoco lento per tre quarti d’ora, badando di rivoltare continuamente il contenuto della pentola;
  • Individuare le parti di zucchina che non si sono rimpicciolite e tagliarle aiutandosi con un cucchiaio o una forchetta;
  • Aggiungere la buccia grattugiata di mezzo limone;
  • Cuocere ancora il tutto per dieci minuti e poi lasciar raffreddare, magari su un piano di marmo;
  • Riempire i contenitori in vetro precedentemente sterilizzati e conservare in un luogo fresco e asciutto. Ogni barattolo, dopo che è stato aperto e non consumato completamente, va conservato in frigorifero, possibilmente su uno dei ripiani meno freddi.

14 agosto 2014
I vostri commenti
angela, lunedì 18 agosto 2014 alle12:08 ha scritto: rispondi »

Gentile Andrea, innanzi tutto, la codificazione di marmellata che cita è una codificazione comunitaria tendente a identificare la marmellata di agrumi (non solo arance), studiata a tavolino (probabilmente a partire da una differenziazione anglofona in cui jam e marmolade indicano rispettivamente la marmellata di arance e la marmellata generica, di frutta o verdura), non necessariamente reale è quindi questa codificazione, o almeno non corrisponde al senso che ha da secoli, nello scritto e nel parlato, il termine. L'etimologia del termine marmellata deriva dal latino e lingue romanze come il portoghese, e come cita la Treccani significherebbe letteralmente «melo innestato su cotogno», e indica qualunque conserva di frutta o verdura che non venga tritata nella preparazione.

andrea, domenica 17 agosto 2014 alle19:43 ha scritto: rispondi »

innnanzi tutto la marmellata e solo quella di arance. è mia opinione che siamo alla frutta con queste pro poste

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