Oggi come oggi sono tanti i più o meno giovani che ogni giorno sono alla ricerca di un posto di lavoro. Gli annunci e le candidature spontanee piovono letteralmente nelle aziende di tutto il nostro Paese e quindi, quando si trova un annuncio di lavoro, in tantissimi provano ad ottenere il posto. Non solo, spesso a far gola ai disoccupati sono anche le proposte di stage. Ecco allora che quando si legge l’offerta di uno stage retribuito nell’Ufficio Rapporti Istituzionali a Roma la prima cosa da fare è quella di scorrere i requisiti.

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Fra questi spiccano i classici: conoscenza dell’inglese, laurea, capacità di organizzazione del lavoro, disponibilità a trasferte nazionali, titolo preferenziale l’essere vegani. No, non è uno scherzo: nell’annuncio di lavoro di questa azienda il titolo preferenziale pre essere ammessi allo stage è quello di essere vegani.

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Molti si sono chiesi perché al datore di lavoro interessasse l’alimentazione dello stagista, ma la risposta sta tutta nella tipologia di azienda che ha pubblicato l’offerta di stage: la LAV. La Lega AntiVivisezione italiana è l’autrice di questa proposta di stage con la richiesta di essere vegani tra i requisiti importanti, seguita ovviamente dal fatto di non indossare abiti o oggetti in pelle o pellicca, quindi proveniente dagli animali.

Il presidente della LAV Gianluca Felicetti ha dichiarato che non vede in questa richiesta nessun tipo di discriminazione o offesa, si tratta di un annuncio che rispetta la filosofia dell’azienda. Essere vegani poi, sempre a detta di Felicetti, non è fondamentale per lavorare in LAV, ma lo è per rappresentare l’azienda in questa specifica mansione che lo stagista dovrà svolgere.

12 settembre 2017
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