L’associazione Essere Animali ha reso noto, tramite un comunicato inoltrato alla stampa, gli esiti di un’azione investigativa presso un allevamento fornitore del Prosciutto di Parma. Stando a quanto documentato dal team investigativo del gruppo, nell’allevamento in oggetto si sarebbero perpetrati dei maltrattamenti ai danni dei maiali, in particolare nei confronti degli esemplari malati, lasciati morire di stenti.

Il lavoro d’indagine, condotto dall’associazione nell’arco di sei mesi tramite l’ausilio di telecamere nascoste, ha svelato delle criticità relative alle normative sull’allevamento dei suini e, per tanto, Essere Animali ha deciso di segnalare quanto raccolto al Corpo Forestale dello Stato.

Secondo il comunicato e i materiali resi pubblici dall’associazione, vi sarebbero diversi casi di maltrattamento documentati negli ultimi mesi. Innanzitutto, Essere Animali sottolinea una gestione non consona per gli esemplari malati, i quali verrebbero spostati dai loro recinti ai corridoi, lasciati quindi privi di cibo e acqua. Inoltre, gli operatori tratterebbero in modo brutale i maiali, con calci e bastoni, nonché sollevandoli per le zampe per poi scaraventarli a terra. A questo si aggiungerebbe un numero rilevante di suini feriti, in particolare alle orecchie per via degli scontri tra esemplari dovuti al sovrappopolamento dell’allevamento, nonché l’impiego di mangiatoie illegali che non permettono ai maiali di nutrirsi contemporaneamente, una condizione che incentiverebbe le aggressioni fra gli stessi suini. Così ha commentato l’associazione:

Queste immagini mostrano come anche dietro a un marchio considerato un’eccellenza del made in Italy possa nascondersi una realtà di sofferenza per gli animali. […] Fino a quando vorremo produrre e consumare così tanta carne, gli animali dovranno essere allevati in sistemi intensivi. Sino ad allora, indipendentemente da marchi e certificazioni, gli animali saranno confinati in capannoni sovraffollati, senza la possibilità di stare all’aperto o vedere la luce del sole.

Essere Animali, nel sottolineare come queste condizioni d’allevamento non rispettino le caratteristiche etologiche dei maiali, rimarca quindi l’utilità di un’alimentazione maggiormente vegetale, affinché l’esistenza degli animali sia rispettata e preservata:

Un’alimentazione a base vegetale può essere al tempo stesso sana e gustosa. Certo il prosciutto può piacerci, perché siamo abituati al suo sapore, ma per produrlo milioni di maiali sono allevati in misere condizioni e poi uccisi. Ne vale davvero la pena, per una fetta di prosciutto?

Il Prosciutto di Parma è uno dei prodotti DOP italiani più conosciuti nel mondo: nel 2015 ne sono stati venduti 8 milioni e, sempre nello stesso anno, uno su tre prosciutti venduti appartiene proprio al Consorzio del Prosciutto di Parma.

20 dicembre 2016
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I vostri commenti
Giusy, martedì 20 dicembre 2016 alle15:51 ha scritto: rispondi »

Ancora una volta dimostriamo che siamo ben lungi dall'essere civili. E cmq si ricordi chi infligge maltrattamenti che IL DOLORE È UNIVERSALE. SOFFRONO ANCHE LE PIANTE. Per ciò che mi riguarda col prosciutto di Parma ho chiuso.

Marco, martedì 20 dicembre 2016 alle15:41 ha scritto: rispondi »

Quello che bisognerebbe fare è prendere a calci chi alleva i maiali in queste condizioni. Punto.

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