Lo scenario è davvero preoccupante, soprattutto nelle città particolarmente inquinate. Le sostanze che si generano a seguito della combustione incompleta dei combustibili fossili e di altro materiale organico, infatti, possono essere pericolose per le madri durante la gestazione ma, soprattutto, possono causare dei problemi comportamentali nei figli.

Lo studio, il cui nome completo è “PAH/Aromatic DNA Adducts in Cord Blood and Behavior Scores in New York City Children”, è il frutto della collaborazione tra il Columbia Center for Children’s Environmental Health (CCCEH) e l’Institute of Cancer Research in Inghilterra e, in attesa della stampa definitiva, è attualmente disponibile esclusivamente online su Environmental Health Perspectives.

Dal punto di vista tecnico, rappresenta il primo caso di analisi approfondita degli effetti comportamentali dell’esposizione prenatale a tali inquinanti atmosferici mediante l’utilizzo di un marker biologico. I ricercatori hanno cioè analizzato delle specifiche molecole che, in caso di inalazione da parte della madre durante la gravidanza, si legano al DNA del feto e possono quindi essere utilizzate per determinare il livello di esposizione agli inquinanti dei neonati.

Monitorando 215 bambini dalla nascita e basandosi sulle indicazioni comportamentali fornite dalle madri, i ricercatori inglesi hanno scoperto che tutti i bambini fra i 5 e i 7 anni con alti livelli di un determinato marker, individuato nel sangue del cordone, hanno una maggiore probabilità di manifestare problemi di attenzione, di ansia o di depressione rispetto ai coetanei soggetti a un livello minore di esposizione.

La Dott.sa Frederica Perera, autore principale dello studio e Direttore del Centro, ha quindi concluso:

I risultati sono potenzialmente preoccupanti in quanto problemi di attenzione e di ansia e depressione possono influenzare i successivi risultati accademici nonché le relazioni tra pari e altri aspetti del funzionamento della società. Fortunatamente, è possibile ridurre questi inquinanti dell’aria attraverso i controlli dell’inquinamento attualmente disponibili, l’efficienza energetica e le fonti di energia alternative.

15 aprile 2011
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