Esercizio fisico regolare abbatte il rischio di insufficienza cardiaca

Sarebbero sufficienti 6 anni di esercizio fisico per le persone di mezza età per ridurre di un terzo il rischio di insufficienza cardiaca. Lo ha rivelato uno studio della John Hopkins University School of Medicine di Baltimora. Al contrario, secondo i risultati della ricerca, una mancanza di attività fisica per 6 anni è in grado di aumentare i rischi.

Gli esperti hanno preso in considerazione più di 11 mila adulti, giungendo alla conclusione che, se non si esegue esercizio fisico per 6 anni, si ha un pericolo più evidente di soffrire di problemi alle coronarie. L’insufficienza cardiaca è caratterizzata dall’incapacità del cuore di pompare abbastanza sangue o di pomparlo abbastanza forte per portare l’ossigeno necessario in tutto il corpo. La conseguenza di tutto ciò può essere un attacco di cuore.

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Spesso l’insufficienza cardiaca è determinata all’interno di un quadro che include vari fattori, tra i quali anche l’ipertensione, il colesterolo alto, il diabete e il fumo. Il dottor Chiadi Ndumele, principale autore dello studio, ha spiegato:

I nostri risultati suggeriscono che partecipare costantemente a 150 minuti di esercizio fisico moderato ogni settimana, come per esempio camminare a ritmo sostenuto o andare in bicicletta, nelle persone di mezza età può essere importante per ridurre del 31% il rischio di insufficienza cardiaca.

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I risultati della ricerca sono stati pubblicati sulla rivista Circulation. La dottoressa Roberta Florido, coautrice dello studio, ha fatto presente che:

Il numero delle persone affette da insufficienza cardiaca sta aumentando perché gli individui vivono più a lungo e sopravvivono ad infarti o altre forme di patologie cardiache. Di conseguenza c’è bisogno di verificare strategie efficaci di prevenzione.

Già studi precedenti avevano segnalato l’importanza dell’esercizio fisico per ridurre il rischio di insufficienza cardiaca. Questa ricerca ha avuto il pregio in particolare di dimostrare che non è mai troppo tardi per potersi dedicare all’attività fisica, diminuendo il pericolo di morire per malattie cardiovascolari e ictus.

22 maggio 2018
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