Praticare esercizio fisico può rivelarsi salutare per combattere qualsiasi tipo di malattia. A sostenerlo i ricercatori della University of Jyväskylä, in Finlandia, secondo cui un allenamento costante migliorerebbe l’86% degli indicatori fisici e funzionali in pazienti affetti ad esempio da Alzheimer o diabete di tipo 2.

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Alcuni dei benefici che possono essere ottenuti praticando esercizio fisico riguardano l’incremento della forza fisica, dell’equilibrio e in generale della capacità di completare ogni giorno i compiti assegnati. L’importante è scegliere la tipologia giusta di allenamento in base alla propria patologia.

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Analizzando 85 precedenti studi i ricercatori finlandesi hanno confrontato gli effetti dell’esercizio fisico su 22 patologie di varia natura, che andavano dall’Alzheimer ad alcune forme tumorali, passando per artriti e scompensi cardiaci. I risultati ottenuti sono stati poi confrontati con quelli associati a chi non praticava alcuna attività fisica o seguiva unicamente terapie tradizionali.

A migliorare è stato l’86% degli indicatori di capacità funzionale e prestazione fisica: il 20% di tali indicatori ha avuto un impatto elevato mentre gli un effetto medio o ridotto. Risultati simili sono stati espressi sia dopo un esercizio fisico aerobico, uno improntato alla resistenza o una combinazione dei due approcci. Come ha spiegato l’autore principale dello studio, pubblicato sulla rivista British Journal of Sports Medicine, Tero Pasanen:

La nostra speranza è che questa pubblicazione ricordi ai professionisti della salute di cucire addosso a ciascuno l’appropriato tipo di esercizio fisico, a maggior ragione per quei pazienti che soffrono di disturbi cronici, anche nei casi in cui l’allenamento non è finalizzato al trattamento del disturbo, ma per la prevenzione di disabilità secondarie indotte dalla malattia.

23 maggio 2017
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