Esercizio fisico contro l’Alzheimer, aiuta il cervello a rigenerarsi

L’esercizio fisico potrebbe essere davvero fondamentale per contrastare le malattie degenerative del cervello come l’Alzheimer. Lo ha rivelato una scoperta degli esperti del Massachusetts General Hospital, che hanno svolto uno studio sull’argomento e hanno pubblicato i risultati raggiunti sulla rivista Science.

Gli scienziati sostengono che l’attività fisica è una condizione ideale per favorire la crescita di nuovi neuroni e per contrastare quindi il declino cognitivo. Con una ricerca attivata sugli animali in laboratorio, gli studiosi sono riusciti a verificare che l’esercizio fisico crea le condizioni favorevoli a ripulire le infiammazioni che si formano nel cervello proprio a causa dell’ALzheimer.

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Gli scienziati hanno spiegato che il processo di formazione di nuove cellule del sistema nervoso interessa soprattutto l’area dell’ippocampo, quella regione cerebrale deputata all’apprendimento. Inoltre il processo di neurogenesi si ha anche in un’altra area del cervello che si chiama striato.

La formazione di nuove cellule è essenziale per preservare la memoria. Proprio per questo gli scienziati hanno voluto capire se sia possibile ripristinare il processo di neurogenesi. Nei topi il tutto era possibile stimolando l’esercizio fisico oppure utilizzando una terapia genica.

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Tuttavia è stato riscontrato che la formazione di nuovi neuroni era più efficace proprio con il movimento. L’attività fisica favorirebbe il rilascio di una sostanza capace di nutrire le cellule nervose. A differenza con quanto accadeva con la terapia genica o con l’utilizzo di farmaci, con la stimolazione dell’esercizio fisico si avevano anche benefici cognitivi.

Per questo motivo gli esperti ritengono essenziale introdurre alcuni cambiamenti nello stile di vita per contrastare lo sviluppo della malattia di Alzheimer, non solo come arma di prevenzione, ma anche come vera possibilità terapeutica quando la patologia si sia già instaurata. La sostanza che nutre le cellule nervose si chiama fattore neurotrofico cerebrale e si attiva principalmente tenendo in movimento i soggetti le cui condizioni di infiammazione cerebrale possono aprire la strada al declino delle capacità cognitive.

13 settembre 2018
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I vostri commenti
anna , lunedì 17 settembre 2018 alle10:21 ha scritto: rispondi »

Ogni articolo / libro che mi parla di Alzheimer mi interessa. A tal proposito vi segnalo che è appena uscito un libro "la mente fragile" sull'Alzheimer. Per chi ha problemi di artrosi alle ginocchia, con difficoltà di deambulazione per forte dolore, e successiva protesi (di cui una già fatta) quale esercizio fisico si può consigliare. Grazie. Anna

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