L’esercizio fisico può aiutare a prevenire il rischio di ictus. Nuove conferme arrivano dallo studio condotto presso la University of Alabama at Birmingham (UAB). Stando a quanto riferito dai ricercatori statunitensi un’intensa e regolare attività di allenamento può contribuire a tenere il cuore al riparo da questa pericolosa patologia.

La ricerca ha seguito per circa 5-6 anni un gruppo di 27 mila soggetti, età pari o superiore a 45 anni, i cui nominativi sono stati selezionati tra i casi clinici inseriti nello studio di coorte REGARDS (Reasons for Geographic and Racial Differences in Stroke). A differenza delle precedenti ricerche, gli scienziati della UAB hanno cercato di estendere i risultati a varie tipologie di popolazione, superando le tradizionali differenziazioni di genere tra uomini e donne. Come spiega la Dr. Virginia Howard, docente di Epidemiologia e autrice “senior” dello studio:

L’effetto protettivo derivato dall’intensa attività fisica potrebbe andare oltre l’impatto su tradizionali fattori di rischio come ipertensione e diabete. Queste scoperte confermano i passati risultati di studi specifici su uomini o donne eseguiti in aree geografiche limitate. Impiegando gli studi di coorte REGARDS, il nostro studio è stato in grado di estendere questi risultati a una popolazione maggiore, così da dimostrare che una regolare attività fisica è associata a un minor rischio di ictus.

Scendendo più nel dettaglio, tre sono state le classificazioni in cui i 27 mila soggetti sono stati suddivisi: inattivi (nessuna attività fisica), moderatamente attivi (attività fisica ripetuta da una a tre volte a settimana) e vigorosamente attivi (esercizio fisico svolto più di quattro volte a settimana).

Significativa è risultata la percentuale di rischio di ictus per gli inattivi rispetto a coloro che svolgevano esercizi fisici in maniera regolare (+20%), con un’attività di prevenzione risultata tuttavia maggiore negli uomini rispetto alle donne.

22 luglio 2013
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