Più esercizio fisico si svolge e maggiore risulta la protezione per il cuore. Secondo i ricercatori della University of Texas praticare attività fisica per 2,5 ore a settimana non sarebbe sufficiente a proteggere in maniera adeguata dall’infarto, pur riducendo il rischio del 10%. La soglia minima volta a garantire un valido scudo per il muscolo cardiaco sarebbe di 5 ore, spiegano gli esperti, per una riduzione del 19%.

La soglia ottimale di esercizio fisico secondo gli esperti della University of Texas sarebbe però di 10 ore a settimana, per una riduzione del rischio di infarto del 35%. Tale quota si tradurrebbe nel passaggio da 30 minuti a 2 ore di esercizio di moderata intensità, come camminare a passo veloce o pedalare in bici, da ripetere almeno 5 volte ogni 7 giorni. Lo studio è stato pubblicato sulla rivista Circulation.

Lo studio sugli effetti dell’esercizio fisico in relazione alla protezione del cuore dall’infarto è stato condotto analizzando i dati relativi a 370.000 persone incluse in 12 precedenti ricerche. Partecipanti che è risultato fossero monitorati per una media di 15 anni.

Tenendo conto di fattori quali età, sesso, razza e provenienza geografica i ricercatori hanno riscontrato come all’aumentare della durata dell’attività fisica corrispondesse una riduzione del rischio cardiaco più evidente. Secondo quanto ha riferito il Prof. Jarett Berry, autore principale dello studio:

Camminare per 30 minuti ogni giorno come raccomandato nelle linee guida per l’attività fisica potrebbe non essere sufficiente, una dose significativamente maggiore di attività fisica potrebbe essere necessaria per ridurre il rischio di infarto.

6 ottobre 2015
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