Il Pilates è un sistema di allenamento ideato da Joseph Hubertus Pilates nei primi anni del ‘900. Il ginnasta e artista circense era alla ricerca di un metodo che consentisse di migliorare la forma fisica rendendo il corpo più performante e resistente alle malattie.

Sviluppato a cavallo della Prima Guerra Mondiale, il Metodo Pilates ricevette la sua definitiva consacrazione intorno alla metà del ventesimo secolo, grazie soprattutto al riconoscimento che arrivò dal mondo della danza e da alcuni dei più famosi insegnanti di ballo presenti negli Stati Uniti.

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Atleti e ballerini che si sottoponevano alle sedute di J.H. Pilates mostravano non soltanto un miglior tono muscolare, ma anche un recupero più rapido dagli infortuni. Questo metodo di allenamento può essere praticato a corpo libero, con o senza l’ausilio di piccoli attrezzi, oppure utilizzando i macchinari inventati dallo stesso ginnasta tedesco (di origini greche, il cognome in origine era Pilatu) quali ad esempio Cadillac, Reformer e Wall Unit.

Benefici del Pilates

Il miglioramento del tono muscolare è il beneficio principale che può essere ottenuto da chi pratica il Metodo Pilates, sebbene gli effetti positivi originati da tale pratica non si esauriscano qui. Molto importante è anche la correzione della postura, con il conseguente vantaggio per chi soffre di dolore cervicale o mal di schiena.

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Gli esercizi di Pilates contribuiscono inoltre a rinforzare il pavimento pelvico (utile soprattutto per le donne in procinto di partorire) e in generale la zona denominata “Power House“, che comprende (oltre al pavimento pelvico) anche i muscoli addominali, la muscolatura vertebrale e il diaframma.

Aiuta inoltre a ridurre il dolore di alcuni tipi di mal di schiena più del paracetamolo, secondo uno studio della University of Sydney, migliora l’autostima e la capacità di concentrarsi. È associata al Pilates anche un’azione benefica contro ansia e stress.

Esercizi con l’elastico

Uno degli strumenti a disposizione di chi pratica Pilates è l’elastico o fascia elastica, che consente di eseguire alcuni degli esercizi previsti a corpo libero aggiungendo un certo grado di resistenza e quindi di difficoltà.

Uno di questi interessa i bicipiti, che possono essere fatti lavorare posizionando l’elastico sotto la pianta dei piedi, con le estremità ognuna stretta saldamente in una mano. Appena pronti tirare l’elastico verso l’alto piegando lentamente le braccia, simulando il lavoro che verrebbe fatto con un manubrio.

Una volta che le mani siano giunte all’altezza del petto tornare altrettanto lentamente alla posizione iniziale. L’elastico dovrà essere disteso anche quando le braccia si trovano ancora lungo i fianchi, non quindi morbido e piegato altrimenti non verrebbe prodotta la dovuta resistenza durante l’esercizio. Da ripetere dalle 6 alle 10 volte; può essere svolto sia seduti, con gambe distese frontalmente, che in piedi.

Il secondo esercizio prevede come posizione di partenza quella seduta, con gambe distese frontalmente, mentre l’elastico sarà ben posizionato sotto la pianta del piede e le estremità saldamente tra le mani. Portare lentamente all’indietro il tronco portando, poggiando una vertebra dopo l’altra, la schiena sul pavimento fino a toccare con il capo. Da ripetere 5-10 volte.

Il terzo esercizio andrà ad agire sulla forza e la resistenza delle gambe. Si parte in posizione supina, schiena a terra, con una gamba distesa e l’altra piegata ginocchio al petto.

Posizione l’elastico sotto la pianta del piede della gamba piegata e le estremità ben strette tra le mani, avendo cura di tenere disteso l’attrezzo. A questo punto spingere con il piede fino a distendere l’arto, ripetendo l’esercizio da 6 a 10 volte per ciascun lato.

13 gennaio 2017
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