L’escolzia, conosciuta anche con il nome di Papavero della California, è una pianta dai poteri terapeutici riconosciuti sin dai tempi delle prime tribù degli Indiani d’America. Nei secoli la pianta ha mantenuto inalterato il suo fascino, sebbene le modalità di cura si siano notevolmente modificate. A quali trattamenti risponde all’interno dell’universo dei rimedi naturali?

Agli scopi terapeutici si utilizza principalmente la varietà dell’Eschscholtzia californica, anche semplicemente chiamata eschscholzia. Si tratta di un fiore originario del Nord America, simile al classico papavero, dal fusto molto verde e dal fiore formato da quattro petali. Coltivato inizialmente in California, Arizona e Oregon, dal diciannovesimo secolo è stato introdotto anche in Europa per finalità ornamentali. Le caratteristiche intrinseche della pianta, tuttavia, ne esplicano l’uso anche curativo, soprattutto come blando sedativo.

Proprietà

Escolzia, fiori

Eschscholzia Californica Flower On A Black Background With Water Drops via Shutterstock

Negli usi tradizionali, come rimedio naturale si fa ricorso alle parti aeree dell’escolzia. Queste sono ricche di alcaloidi benzilisochinolinici e benzofentridininici, responsabili dell’effetto sedativo, a cui si aggiungono flavonoidi come la quecetina, fitosteroli e carotenoidi. Tutte queste componenti hanno effetti diretti sul sistema nervoso, date le già citate capacità calmanti e rilassanti, ma non mancano delle proprietà antispasmo, balsamiche e antisettiche. Diversi sono quindi gli ambiti di applicazione, dal trattamento dell’insonnia agli stati di leggera ansia, dalla riduzione dello stress accumulato al rilassamento dei muscoli, passando per la gestione di peristalsi intestinali fin troppo attive.

Prima di lanciarsi nell’automedicazione, però, è bene apprendere gli usi e i possibili effetti collaterali della pianta, così come le controindicazioni e le interazioni con altri farmaci. Agendo direttamente sul sistema nervoso centrale, così come già ricordato, il parere medico prima dell’assunzione diventa fondamentale.

Usi più comuni

Come facile intuire, la caratteristica sedativa dell’escolzia la rende un rimedio naturale utile al trattamento di una lunga serie di blande patologie. Ricordando nuovamente come la somministrazione dovrebbe avvenire sotto il parere di un esperto, in linea generale il ricorso alla tintura madre o all’infuso è comune nei seguenti casi:

  • Insonnia: l’impiego primario dell’escolzia trova applicazione nei disturbi del sonno, in particolare per le insonnie protratte nel tempo. La presenza di berberina, protopina e criptopina – tre principi attivi ad effetto sedativo spesso sfruttati anche nella farmacologia moderna – sono in grado di facilitare la fase di addormentamento, garantendo delle notti serene. La sua estesa tollerabilità, inoltre, promette un risveglio privo dell’intorpidimento tipico dei sonniferi;
  • Ansia e stress: la peculiarità sedativa e antispasmodica della pianta può essere utile anche alla gestione dei periodi di forte stress, anche quando comportano delle manifestazioni psicosomatiche come la tensione muscolare, l’irrigidimento del collo e altro ancora. Allo stesso modo, può costituirsi come un blando ansiolitico per il trattamento di stati d’ansia non eccessivamente gravi;
  • Apparato digerente: la grande disponibilità chelidonina, con azione antispasmodica e antidolorifica, spiega l’utilità del rimedio anche nel trattamento dei disturbi digestivi e intestinali. Oltre a calmare la peristalsi, quindi a rendere meno fastidioso l’accumulo di aria nell’intestino o i disturbi della sindrome da colon irritabile, può essere utile anche per le infiammazioni biliari o a carico della colecisti;
  • Dolore, emicrania e igiene orale: pare che gli Indiani d’America utilizzassero il Papavero della California come antidolorifico, soprattutto in caso di emicrania o mal di denti. E proprio a livello orale dimostrerebbe una buona azione disinfettante, grazie alla disponibilità di sanguinarina.

Effetti collaterali e controindicazioni

Escolzia selvatica

California Wildflowers: California Golden Poppies (Eschscholzia Californica) In The Southern California High Desert (Lancaster Area) via Shutterstock

Come specificato nei precedenti paragrafi, la somministrazione di escolzia deve avvenire nel pieno rispetto dei consigli forniti dal proprio medico, perché gli effetti avversi e le controindicazioni potrebbero essere importanti. Innanzitutto l’assunzione è sconsigliata in quei soggetti che si sono già rivelati ipersensibili alla pianta o a rimedi dalle proprietà simili, perché può ovviamente indurre reazioni allergiche anche gravi, tra cui lo shock anafilattico. Inoltre, la pianta è caldamente sconsigliata a tutti quei pazienti già in cura con farmaci ad azione diretta sul sistema nervoso centrale, come antidepressivi, ansiolitici e benzodiazepine, barbiturici, sonniferi e antispasmodici, a cui si aggiungono anche gli antistaminici perché capaci di indurre il sonno. Si tratta di una precauzione da tenere sempre in debita considerazione, poiché l’escolzia potrebbe aumentare imprevedibilmente gli effetti di questi medicinali.

24 maggio 2014
I vostri commenti
LEONARDO, domenica 11 ottobre 2015 alle21:53 ha scritto: rispondi »

ASSUMO FARMACO IPERTENSIVO E LORAZEPAM DA UN MG LA SERA PRIMA DI ANDARE A LETTO POSSO ASSUMERE ANCHE QUESTO PRODOTTO?

PAT, mercoledì 8 luglio 2015 alle13:43 ha scritto: rispondi »

Mio marito assume 25 gocce di escolzia per dormire.Potrebbe avere effetti collaterali?Oltre a quelli descritti,naturalmente. Quasi un anno fa ha avuto un trapianto di rene e assume tutti gli antirigetto come Adoport e Myfanax. Sta bene,ma mi preme sapere il vostro parere. Grazie.

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