ESA: l’inquinamento atmosferico continua a crescere

Il sensore Sciamachy (Spettrometro ad assorbimento per scansione di immagini destinato alla cartografia atmosferica), a bordo del satellite Envisat dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA), ha consentito di rilevare un aumento di CO2 in atmosfera di circa 2 parti per milione (ppm) negli anni dal 2003 al 2009.

I dati forniti sono stati elaborati da un team di scienziati dell’Università di Brema, guidati dal Dott. Michael Buchwitz e Oliver Schneising, utilizzando un algoritmo avanzato attraverso cui si è potuto recuperare informazioni sulle fonti e i pozzi di assorbimento dei gas serra.

Il risultato prodotto è una dettagliata mappa dell’inquinamento atmosferico terrestre e della distribuzione dei gas serra a livello mondiale.

Sciamachy è uno spettrometro a immagini che cartografa l’atmosfera in un ampio spettro di lunghezze d’onda e permette di individuare le tracce di gas e pulviscolo presenti.

Secondo Buchwitz:

L’interpretazione del modello non è stata facile perché il tempo di vita atmosferico dell’anidride carbonica si misura in anni. Inoltre, le cose sono complicate dalla necessaria operazione di filtraggio dei dati raccolti

Ricordiamo che nell’arco di 400-600.000 anni la concentrazione di CO2 nell’atmosfera si è mantenuta nei valori limite di 180 ppm e 280 ppm mentre dal 1750 al 2005 questo massimo è stato superato per raggiungere la cifra di 380 ppm con conseguente pericolo di intensificazione dell’effetto serra.

2 luglio 2010
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