Erosione dentale: cause e cura

Mantenere denti sani, forti e candidi è uno dei desideri più diffusi: il sorriso, infatti, è il modo con cui più facilmente ci si presenta agli altri. Eppure questo obiettivo non è sempre fra i più semplici, poiché la dentatura rappresenta una parte molto delicata del corpo, soggetta a numerosi cambiamenti con il passaggio del tempo. Non solo lo smalto tende a ingiallire, sia per ragioni naturali che per abitudini dannose come il fumo, ma i denti progressivamente si consumano, modificando anche sensibilmente la forma. È il fenomeno dell’erosione dentale, una conseguenza vissuta da chiunque seppur con intensità diverse, su cui agire sin dalle prime manifestazioni. Quali sono le cause e, soprattutto, i rimedi più adatti?

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Prima di cominciare, è bene sottolineare come qualsiasi problema relativo a denti e gengive debba essere vagliato dallo specialista, quindi il dentista di propria fiducia. Solo un soggetto qualificato, infatti, può identificare le cause precise delle proprie problematiche e proporre il percorso di cura più adeguato. Le informazioni di seguito riportate, di conseguenza, hanno un carattere unicamente illustrativo.

Erosione dentale: definizione e cause

Per erosione dentale, detta anche erosione acida, si intende genericamente un processo progressivo di perdita dei tessuti duri del dente, ovvero dello smalto e della dentina. Come accennato, si tratta di una problematica tutt’altro che improvvisa, bensì con manifestazioni sulla lunga distanza, tali da modificare la forma del dente, il suo colore e la sua capacità di resistenza agli agenti esterni. Denti erosi, infatti, sono più inclini a placca, carie e rottura.

Il disturbo può derivare da diverse cause e, solitamente, si distingue dai danneggiamenti allo smalto e alla dentina conseguenti dall’azione batterica, come appunto la placca e la carie. Innanzitutto, si identificano ragioni di origine esogena, quindi derivate da abitudini e comportamenti dell’individuo. Tra le più frequenti, il fumo e l’alcol, il consumo frequente di alimenti acidi come gli agrumi e i loro succhi, nonché molte altre sostanze con cui i denti entrano quotidianamente in contatto. Fra quelle endogene, ovvero derivanti da condizioni del soggetto, si registra l’azione degli acidi risaliti in caso di reflusso gastroesofageo o, ancora, di altri disturbi del cavo orale. A queste si aggiungono anche cause meccaniche, come lo spazzolamento troppo intenso, la malocclusione dentale, problemi alla masticazione e il bruxismo.

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Così come suggerisce il termine erosione, la problematica ha un esordio abbastanza difficile da identificare e un progresso del tutto lento, di conseguenza con l’aiuto del dentista si potrà identificare la questione già nelle prime fasi e provvedere efficacemente.

Erosione dentale: sintomi e cure

Proprio dato il suo esordio abbastanza blando, non è sempre semplice accorgersi dei sintomi tipici dell’erosione dentale. I più evidenti si presentano ad esempio in fase avanzata, con una più che evidente modifica della forma dei denti, in particolare con il loro accorciamento dato il consumo. Quando il livello è invece meno riconoscibile, vi sono delle caratteristiche che possono suggerire la presenza del disturbo: l’ingiallimento dello smalto, la maggiore sensibilità al caldo e al freddo, la tendenza a rotture e scheggiature nonché una minore resistenza a placca e carie.

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Il trattamento dell’erosione dentale parte innanzitutto da un’adeguata prevenzione, sebbene alcune manifestazioni siano del tutto fisiologiche e connesse all’età. A partire dalla pulizia dei denti, che deve essere costante ma non aggressiva, evitando spazzolini dalle fibre troppo dure per non danneggiare gengive e smalto nonché dentifrici eccessivamente irritanti. Utile è anche adottare uno stile di vita più salutare, evitando cattive abitudini come fumo e alcol, nonché sottoporsi a controlli regolari dei dentisti, con una pulizia professionale e un’ablazione del tartaro almeno ogni sei mesi.

Quando il disturbo è già presente, invece, è il dentista stesso che opterà per il percorso più adeguato. In casi di modesta erosione, si potrà procedere alla ricostruzione del dente con l’ausilio di apposite resine composite, capaci di garantire resistenza e un aspetto del tutto sovrapponibile al dente originale, sia per colore che per effetto ottico. Quando l’erosione è molto profonda, possono essere proposti altri trattamenti, tra cui l’incapsulamento del dente oppure l’applicazione di faccette.

9 dicembre 2017
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