Le coste italiane, quella adriatica in particolare, tra intensa urbanizzazione e il problema dell’erosione delle coste si rivelano da anni un territorio molto fragile. Finora si è intervenuto sempre in modo puntiforme, i Comuni hanno agito quando la necessità lo richiedeva, senza però un piano organico di azione.

È quello che il Governo ha invece intenzione di fare ora. Il ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti lo ha annunciato dall’incontro “Erosione e Problematiche della Costa Veneta – Verso il Contratto di Costa” che si è svolto ieri a Bibione. Ecco le sue parole:

Entro poche settimane è prevista la sottoscrizione di un Protocollo di intesa tra il Ministero dell’ambiente e le Regioni che formalizzerà la nascita del Tavolo Nazionale che avrà il compito di porre in evidenza, in maniera organica e condivisa, le migliori azioni utili a fronteggiare il fenomeno di dissesto della costa bassa sulla base delle esperienze maturate fino ad oggi.

Secondo i dati di uno studio realizzato nel 2006 dal Ministero dell’Ambiente il litorale veneto in particolare risulta da questo punto di vista, particolarmente sensibile: dal 1960 al 2000 ha subito, per una lunghezza complessiva di 46 km, un arretramento di 5,6 kmq, mentre si registra un avanzamento di 4,6 kmq, per una lunghezza di 68 km. Sono 16 in tutto i km di costa definiti “a potenziale rischio di erosione”.

Il problema interessa però anche il delta del Po: 25 kmq di sedimenti sono stati persi nel corso degli anni, lungo un tratto complessivo di 32 km, soprattutto in conseguenza del cambiamento morfologico delle coste dovuto all’intensa urbanizzazione a partire dagli anni ’60. Per fortuna, come fa notare anche Galletti:

Il litorale veneto non parte da zero, ha una cultura della difesa della costa che è fortemente radicata in una terra operosissima che sull’economia del litorale ha costruito un importate modello di sviluppo e una occupazione dai numeri estremamente significativi.

Sono diversi gli interventi messi in atto dalla Regione Veneto nel corso degli anni:

  • Nel 2010 sono state emanate le “Direttive tecniche per la caratterizzazione e valutazione di compatibilità delle sabbie destinate al ripascimento dei litorali”.
  • Nel 2014 sono stati stabiliti i “Criteri generali per la progettazione ed esecuzione degli interventi di ripascimento” ed è stato sottoscritto un Protocollo d’intesa per il triennio 2014-2016, che regola le azioni e le modalità di attuazione degli interventi di ripascimento del litorale di Bibione, da foce Tagliamento a foce Baseleghe.
  • Dal 2003 al 2015 sono stati eseguiti ripascimenti lungo la costa veneta, per oltre 12 milioni di mc di sabbia. Questo ha determinato, negli ultimi anni, un incremento dell’avanzamento che ha superato quello dell’arretramento della linea di costa bassa.

Galletti ha annunciato che:

È in corso l’aggiornamento dei dati sulla variazione della linea di costa grazie ai quali si potranno evidenziare i trend di arretramento o avanzamento degli ultimi anni durante i quali sono stati posti in essere azioni di tutela del ciclo dei sedimenti.

In tal modo sarà possibile lavorare in modo più indirizzato e organico, in base alle reali esigenze di ogni territorio, tenendo in considerazione anche i miglioramenti recenti.

8 marzo 2016
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