Il nuovo tour di Eros Ramazzotti, amatissimo cantautore italiano, sarà pienamente ecologico e sostenibile. Il musicista ha infatti deciso di seguire un processo di compensazione dell’anidride carbonica prodotta durante le dati nei concerti, affinché la sua musica sia praticamente a impatto zero.

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Per il Noi World Tour 2013, Eros Ramazzotti e la sua enorme organizzazione – fatta di tir, attrezzature a energia elettrica, spostamenti di migliaia di chilometri – hanno ottenuto la certificazione “CO2 neutral”, ovvero a impatto zero. Il tutto è possibile grazie a un progetto di riforestazione in Perù, con l’aiuto di ENEL: le 1.500 tonnellate di anidride carbonica durante i 30 concerti che compongono il tour, infatti, corrisponderanno a un ingente numero di nuovi alberi da frutta piantati: ben 10.000.

Non è però tutto: all’interno dell’impegno di sostenibilità voluta dal cantante e da ENEL, rientra anche il progetto “Carhuaquero”: si cercherà di migliorare la potenza della centrale idroelettrica di Chota per spingere lo sviluppo sociale ed economico della popolazione locale. Un proposito davvero importante, sia nei confronti dell’ambiente – se attuato con le giuste regole, come reti filtranti per evitare la cattura della fauna idrica e servizi di depurazione, un impianto idroelettrico è pienamente sostenibile – che delle popolazioni meno ricche del globo, che potranno così autosostenersi e sviluppare un fiorente mercato locale.

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Non è solo Eros Ramazzotti, tuttavia, ad essersi impegnato con la musica nei confronti dell’ambiente. Anche Jovanotti, Simone Cristicchi, Tiziano Ferro e molti altri artisti internazionali – dagli U2 a Morrissey – da tempo seguono le filosofie a impatto zero, le logiche di riqualificazione e di riforestazione e la riduzione ai minimi termini dei consumi. Singolarissima è la proposta dei Tetes de Bois: per alimentare il palco, gli spettatori sono invitati a pedalare su 158 biciclette.

Insomma, la musica si fa di giorno in giorno sempre più green. E chissà che Eros Ramazzotti e gli altri sopracitati non facciano da apripista affinché tutti gli artisti dello Stivale scelgano la stessa filosofia di tutela dell’ambiente.

27 giugno 2013
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