L’ernia crurale è la protrusione di una piccola parte di intestino, più raramente di altre strutture, attraverso l’anello crurale. Quest’ultimo è un piccolo spazio delimitato dal pube e dall’arcata e dalla vena del femore. In condizioni fisiologiche questa zona è ricoperta dalla fascia ileo-pubica.

L’erniazione, che almeno nel 70% dei colpisce le donne, è dovuta a un indebolimento della protezione dell’anello per:

  • eccesso di peso e vita sedentaria;
  • gravidanze ravvicinate;
  • sforzi estremi sportivi e non.

Chi soffre di ernia crurale va di frequente incontro a complicazioni della malattia, e questo è confermato dal fatto che almeno il 30% degli interventi chirurgici viene eseguito in una situazione di emergenza.

L’ernia crurale strozzata è appunto un aggravamento, purtroppo frequente, di questa patologia. Dal punto di vista clinico quel che avviene è una costrizione dell’anello erniario, che riduce l’afflusso di sangue causando ischemia o, nei casi più gravi e non tempestivamente trattati, gangrena della parte di intestino coinvolta.

Sintomi

L’ernia crurale strozzata è una condizione grave e richiede l’immediato intervento di un medico. Le manifestazioni del peggioramento dell’ernia crurale sono:

  • estrema debolezza agli arti e evidente arrossamento nella zona del rigonfiamento erniario;
  • improvviso aumento del dolore e continuo peggioramento della sua intensità;
  • febbre, anche se non sempre alta;
  • aumento dei battiti del cuore.

Tutti questi segnali dovrebbero indurre il paziente che soffre d’ernia a rivolgersi immediatamente al pronto soccorso per scongiurare un ulteriore aggravamento.

Nelle ore successive all’insorgenza dei sintomi elencati, il paziente inizia di solito a soffrire di nausea e vomito. Rimane invece senza segnale apparente l’infezione delle zona erniata, che è comunque una ulteriore complicazione molto comune in questa fase.

Cura

Un’ernia crurale strozzata può essere curata solo chirurgicamente e si tratta sempre di un intervento fatto in condizioni di urgenza, perché questo peggioramento può essere letale. L’operazione potrebbe anche richiedere la rimozione di una piccola porzione di intestino.

Dopo l’intervento il paziente dovrà restare in ospedale per qualche giorno di degenza e assumerà antidolorifici ed antibiotici. In pratica, seguirà dal punto di vista farmacologico una classica terapia post-operatoria.

In ogni caso il paziente dovrà alzarsi dal letto nel più breve tempo possibile e iniziare, seppur lentamente, a camminare e a svolgere attività, anche per ridurre il rischio di trombosi. Nei primi tempi dopo l’operazione saranno da evitare il sollevamento di carichi e gli esercizi pesanti.

9 novembre 2014
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