Lo avevamo incontrato prima delle elezioni l’Onorevole Ermete Realacci. Lo avevamo punzecchiato sulla difficile situazione politica in cui si trovava, unica voce “verde” in un Partito, il Partito Democratico, che sembrava guardare altrove. Dopo il caos politico-istituzionale seguito all’esito elettorale, l’esponente PD è stato eletto Presidente della Commissione Ambiente, territorio e lavori pubblici della Camera.

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Un ruolo importante, che si ritroverà però a portare avanti in una situazione che potrebbe imporgli “trasversalità politiche” ancora più dure di quanto non immaginasse qualche mese fa. Realacci però si dichiara ottimista e fiducioso sul lavoro che verrà:

Lavorerò, nell’ambito della mie competenze, perché la Commissione Ambiente Territorio e Lavori Pubblici affronti le tante questioni aperte e per fare delle politiche ambientali e territoriali la chiave per rilanciare l’economia e produrre nuova occupazione.

E segna subito le priorità politiche, che sembrano quasi un manifesto:

La risposta alla crisi non può che venire da una scommessa sull’innovazione, sulla qualità, sulla green economy. Prima di tutto è necessario rilanciare l’edilizia a partire dalla qualificazione urbana, dalla manutenzione del territorio e delle infrastrutture e stabilizzare ed estendere gli incentivi per il risparmio energetico e la sicurezza antisismica degli edifici privati e pubblici.

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Realacci non ha, però, fatto finta di non cogliere le difficoltà politiche in cui si trova. All’interno di un partito che appoggia il Governo, quindi all’interno della strana maggioranza che si è formata, una maggioranza che difficilmente avrà l’ambientalismo come stella polare, il nuovo Presidente della Commissione Ambiente ha aperto alla collaborazione con forze diverse:

Affronteremo i problemi a partire dal merito delle proposte, mi auguro quindi sia possibile in molti casi avere maggioranze più ampie di quella che sostiene il governo. Così come sarà possibile che su alcuni temi ci siano maggioranze diverse.

Dunque sul tema dell’ambiente, Realacci cerca una rinnovata intesa con Sinistra Ecologia e Libertà. Ma soprattutto, apre ad un dialogo con il Movimento 5 Stelle. Se leggiamo, infatti, il messaggio posto tra le righe del formalismo imposto dalla situazione, il significato è chiaro: la commissione è aperta alle proposte dei grillini e le prenderà sul serio come quelle provenienti da qualsiasi altra parte politica.

Per sottolineare meglio il desiderio d’intesa con il M5S, Realacci ha concluso:

Mi attiverò da subito per rinunciare alla mia indennità di presidente di Commissione e mi risulta che una scelta analoga farà anche il vicepresidente Tino Iannuzzi.

Interessante notare che, se Iannuzzi è anche lui un membro del PD, l’altro vicepresidente, Massimo Felice De Rosa, viene proprio dal movimento rappresentato da Beppe Grillo.

Infine, non potevano mancare gli auguri di Legambiente, nella voce del presidente Vittorio Cogliati Dezza, al vecchio compagno di tante battaglie Realacci:

Ermete con le sue competenze e la grande esperienza acquisita in tanti anni di importanti battaglie ambientali condotte alla guida di Legambiente, è la miglior garanzia perché questo Parlamento sappia raccogliere le tante nuove sensibilità ambientali presenti e sappia imprimere quella svolta che milioni di cittadini si attendono nella qualità della loro vita, nelle prospettive di nuovo lavoro, nella creazione di nuova bellezza nelle città come nelle aree meno urbanizzate, nel rispetto della legalità ovunque. Siamo certi che con la sua intelligenza e la sua tenacia saprà far valere le ragioni dell’ambiente e di un sano sviluppo del territorio.

A noi, comunque, resta il dubbio che quando si tratterà di prendere decisioni davvero importanti, la necessità di garantire stabilità al Governo verrà anteposta a qualsiasi buona idea sul campo ambientalista. Vedremo se saremo smentiti.

8 maggio 2013
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