Erisimo: proprietà e controindicazioni

L’erisimo è una pianta che appartiene alla famiglia delle Brassicacee, nell’ordine delle Capparales. La pianta è nota anche con nomi popolari comuni, quali erba dei cantanti, senape selvaggia e erba cornacchia.

Dal punto di vista botanico, si tratta di una pianta erbacea annuale alta circa 80 cm, che fiorisce da maggio a luglio. La raccolta dell’erba viene effettuata a giugno, proprio nel momento di massima fioritura. L’erisimo è una varietà autoctona nelle aree settentrionali dell’Europa. Nel nostro Paese ne crescono bene tre varietà:

  • l’Erysimum officinale: denominato così soprattutto per il largo impiego come fitofarmaco in erboristeria e nella medicina popolare;
  • l’Erysimum barbarea: predilige i luoghi più umidi e ombrosi rispetto alla precedente varietà e ha un intenso sapore amaro;
  • l’Erysimum alliaria: differisce dalle precedenti per i fiori bianchi, negli altri casi invece sono gialli, e per l’odore di aglio che si sprigiona strofinando le parti della pianta.

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L’Erysimum officinale era impiegato nella medicina popolare per realizzare sciroppi utili a combattere i sintomi dell’asma e della raucedine. Il nome erisimo deriva dai termini greci “erus”, ovvero “tirare fuori”, e “oimos”, cioè “melodia”: ciò denota come sue proprietà fossero note sin dai tempi antichi. Fu il medico francese Guillaume Rondelet a impiegarlo per trattare la raucedine. All’erisimo sono state riconosciute, sempre dalla medicina popolare, altre proprietà: antinfiammatorie, diuretiche, espettoranti e lassative.

Le foglie della pianta, oltre a essere impiegate per la preparazione della tintura madre, possono essere consumate anche fresche, aggiunte in insalata o per preparare infusi o decotti utili in caso di laringite, faringite o tosse.

Tintura madre

In generale, il termine tintura madre si riferisce a una preparazione erboristica che si ottiene facendo macerare le parti fresche della pianta in un solvente. Quest’ultimo, nella maggior parte dei casi, è una miscela di acqua e alcol. Il rapporto, in termini di quantità, tra droga vegetale fresca e solvente è di 1:10. Nel caso della tintura madre di erisimo, la soluzione solvente è costituita da alcol 65% vol. La pianta fresca viene raccolta a giugno, pulita e messa a macerare freschissima nella soluzione idroalcolica.

Il preparato può essere impiegato tal quale, in genere se ne consiglia l’uso di 30-40 gocce 2 o al massimo 3 volte al giorno, oppure si potrebbe diluire in poca acqua. Questo accorgimento è solitamente utile per chi apprezza poco l’intenso gusto alcolico.
In caso di mal di gola o infiammazione del cavo oro-faringeo, la tintura madre di erisimo si può anche impiegare per preparare un “collutorio” adatto ai gargarismi: basta diluire 5 ml di tintura madre in 50 ml, un quarto di bicchiere, di acqua.

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Considerata l’elevata quantità di alcol e nonostante la posologia sia limitata, l’impiego della tintura madra, sia di erisimo che di altre piante officinali, è sconsigliato nei bambini. Anche in caso di gravidanza se ne sconsiglia l’uso, soprattutto per la scarsità di dati a supporto delle sue indicazioni ed effetti avversi.

L’erisimo si caratterizza soprattutto per la presenza di sostanze solforate, cumarine e flavonoidi. Tutte queste molecole contribuiscono a formare il “fitocomplesso” considerato efficace nel trattamento delle infezioni della alte vie respiratorie.

Usi e benefici

La tintura madre è considerata un rimedio antinfiammatorio, espettorante e antisettico per le vie respiratorie. Gli studi scientifici a supporto sono carenti, tuttavia l’erisimo rimane un fitoterapico molto usato. Molto probabilmente la sua efficacia è determinata dalla presenza di composti solforati che hanno un’azione fluidificante sulle prime vie respiratorie.

Il rimedio, di libera vendita, potrebbe essere un valido aiuto, ma in caso di infiammazione alle prime vie respiratorie è preferibile consultare il medico.

17 novembre 2017
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