Erica: caratteristiche e cura della pianta

Le piante di erica sono molto decorative e versatili, adatte alla coltivazione in giardino ma anche alla sistemazione in vaso e all’interno degli ambienti domestici. Ne esistono circa seicento specie differenti e sono originarie dell’Africa, sebbene la loro diffusione sia comune anche sul territorio della Penisola. Appartenente alla famiglia delle Ericacee, l’erica è sempreverde e cespugliosa e può raggiungere anche i quaranta centimetri di altezza, vantando una notevole quantità di fusti e rami ricoperti da foglie piccole aghiformi, particolarmente fragili: il nome stesso della pianta deriva dal greco eréiko, che significa frangere.

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L’erica vanta anche particolari proprietà benefiche tra cui qualità diuretiche, antisettiche, astringenti e antinfiammatorie, tanto da essere spesso protagonista di rimedi pensati per trattare in modo naturale le infiammazioni delle vie urinarie come le cistiti e le uretriti. Dall’erica arborea, inoltre, si ricava un tipo di miele dal colore ambrato dal gusto molto intenso.

Quando fiorisce

Erica

La fioritura dell’erica è abbondante e rappresentata da infiorescenze campanulate singole o riunite in grappoli, che si caratterizzano per tonalità cromatiche che spaziano dal bianco al rosso. Generalmente l’erica fiorisce alla fine della stagione estiva e proseguire con la produzione fino al termine dell’autunno, soprattutto se le condizioni climatiche favoriscono temperature comprese tra i sette e i quindici gradi. Si possono tuttavia ottenere fioriture che riguardano periodi dell’anno diversi a seconda delle varie specie, tra cui si annoverano l’erica arborea, l’erica scoparia, l’erica gracilis, l’erica carnea.

Come coltivarla

Erica

Per crescere bene e durare a lungo, l’erica ha bisogno di un luogo fresco e di penombra durante la stagione estiva, infatti la luce solare diretta può nuocerle. Il terreno, invece, deve essere prevalentemente acido e ben drenato. Una delle caratteristiche fondamentali dell’erica, inoltre, è l’appartenenza al gruppo di piante calcifughe, vale a dire intolleranti al calcare.

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Per quanto riguarda la concimazione, deve essere molto frequente durante l’estate (anche quindicinale) a base di concime liquido da diluire nell’acqua da usare per innaffiare la pianta, preferibilmente ricco di minerali preziosi come azoto, fosforo, potassio, magnesio. Le annaffiature, invece, devono essere sempre regolari e per mantenere costante il livello di umidità è possibile anche effettuare nebulizzazioni regolari.

Cure e malattie

Erica

L’erica deve essere sottoposta a potatura regolare a cadenza annuale, dopo la fioritura, accorciando gli steli per consentire la formazione di nuove gemme. Come accennato, è fondamentale mantenere costante il livello di idratazione della pianta ma è altrettanto importante evitare i ristagni d’acqua che possono formarsi nei sottovasi. Allo stesso tempo, è bene monitorare la salute della pianta osservando le foglie e i fusti: se le prime cadono copiosamente, infatti, probabilmente è necessario innaffiare di più: a tal proposito, per evitare l’assorbimento di calcare è preferibile usare acqua demineralizzata o perfino acqua piovana precedentemente raccolta.

Tra i parassiti che attaccano generalmente l’erica si annoverano la cocciniglia e il ragnetto rosso, generando rispettivamente una patina appiccicosa sulle foglie e vere e proprie ragnatele tra i rametti. Se il terreno non è sufficientemente drenato, infine, può manifestarsi il tipico marciume radicale, malattia causata da funghi e batteri che va a intaccare proprio l’apparato radicale della pianta.

7 giugno 2018
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