L’equiseto, chiamato comunemente anche coda cavallina, è una pianta sin da tempi antichi utilizzata per il suo ottimo effetto diuretico. Le sue potenzialità, tuttavia, non si limitano a questa caratteristica: quali sono i rimedi naturali a cui risponde, di conseguenza, e quali i principi terapeutici?

L’Equisetum arvense è una pianta erbacea pressoché diffusa in tutto il globo, fatta eccezione per l’Australia e la Nuova Zelanda. Si tratta di una piccola felce con fusto non più alto dei 40-50 centimetri, di natura primitiva perché totalmente priva di fiori e semi. Le parti che lo compongono, dette cloroplasti, sono di un colore verde intenso, mentre il fusto è grigio siccome non contiene clorofilla. Quest’ultimo si divide in due parti: il fusto fertile, ovvero in grado di generare spore, e il fusto sterile. Disponibile in decine di varietà, di seguito le proprietà più comuni.

Proprietà

Equiseto, la pianta

Common Horsetail via Shutterstock

Come già accennato, per gli obiettivi di cura si utilizza il fusto sterile della pianta, ricco di silice, calcio, magnesio, potassio, saponine, fitosteroli, tannini e flavonoidi. Proprio l’alto contenuto di minerali ne spiega le doti principalmente diuretiche e disinfettanti, ma può anche tornare utile per rimineralizzare il tessuto osseo, rendendolo più forte e resistente. Allo stesso modo, può influire sulla salute della dentatura, ma anche di capelli e unghie. Non è però tutto, perché l’equiseto trova anche una lunga serie di applicazioni estetiche, dalla riduzione delle cicatrici alle smagliature, date le proprietà essenzialmente leviganti. Infine, possiede delle peculiarità blandamente astringenti, che possono essere sfruttate per contenere i gonfiori locali, sia dovuti a traumi che a ritenzione idrica.

Così come tutti i rimedi naturali, l’equiseto può interagire con dei trattamenti farmacologici eventualmente in corso oppure causare degli effetti collaterali sgraditi. Per questo motivo, è importante vagliare l’opinione del proprio medico curante prima di buttarsi a capofitto nell’automedicazione.

Usi

Così come facile intuire, l’equiseto è largamente utilizzato per tutti quei sintomi che coinvolgono l’ambito della diuresi e della depurazione del corpo, ma anche per rafforzare articolazioni o allontanare le conseguenze indesiderate di un disturbo della pelle. Pur essendone gli effetti variabili da soggetto a soggetto, in linea generale si ravvisano i seguenti utilizzi comuni:

  • Depurazione e cistite: l’assunzione di equiseto può stimolare la naturale funzionalità dei reni, quindi risulta molto utile per depurare l’organismo dalle tossine e per risolvere le infezioni all’apparato urinario, considerato anche l’elevato potere disinfettante. In particolare, il rimedio si rivela efficace nel controllo della cistite, riducendone i sintomi e la sensazione di imminente minzione;
  • Osteoporosi: rafforzando la struttura e la resistenza delle ossa, l’equiseto può essere d’aiuto per tutte quelle patologie – spesso sopraggiunte in età avanzata – che minacciano proprio l’equilibrio di scheletro e articolazioni. Fra le tante, la più nota è l’osteoporosi;
  • Denti, unghie e capelli: l’assunzione di equiseto può contribuire a rendere più resistente la dentatura dagli attacchi esterni, dagli acidi degli alimenti sino ai batteri che albergano la bocca. Inoltre, rafforza le unghie evitando la facile rottura e stimola la crescita del capello. Su questo ultimo fronte, può risultare utile per limitare la caduta dei capelli sia nell’uomo che nella donna, purché non si tratti di un’alopecia genetica, quindi ereditaria;
  • Infiammazioni: a uso esterno, il rimedio può essere applicato localmente per ridurre gonfiori di varia natura, dalla ritenzione idrica ai traumi, passando per le punture d’insetto. Oltre a ridurre il rossore e a favorire un corretto smaltimento dei liquidi, si pregia di un blando effetto lenente del dolore. Tramite assunzione, invece, sembra influisca sull’ipertrofia prostatica lieve;
  • Pelle: l’azione rassodante e levigante della pianta – data dal silicio organico – la rendono uno dei ritrovati di punta per il contenimento degli inestetismi dovuti a smagliature e cicatrici, poiché favorisce la naturale rigenerazione dei tessuti più superficiali. Allo stesso modo, è applicato di frequente per limitare la cellulite.

Controindicazioni ed effetti collaterali

Equiseto nel mortaio

Herb equisetum arvense in mortar with pestle on wooden background via Shutterstock

Anche l’equiseto, così come tutti i prodotti di origine naturale deputati alla cura dei disturbi dell’organismo, può presentare effetti avversi e specifiche controindicazioni. A seconda dell’uso interno o esterno, nei soggetti ipersensibili può provocare reazioni allergiche con effetti anche potenzialmente gravi, sebbene i più diffusi sembrano siano rash o dermatiti da contatto. Dato l’elevato potere diuretico, inoltre, il rimedio sarebbe da evitare in presenza di una limitata funzionalità dei reni, in concomitanza con altri diuretici in corso di trattamento e qualora si assumessero medicinali per il controllo della pressione sanguigna.

31 maggio 2014
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