Si è già parlato ampiamente dell’equiseto, un rimedio naturale molto utile non solo per il suo effetto diuretico e depurante, ma anche perché amico delle ossa, della pelle e del benessere della persona in generale. Tra le varie applicazioni, però, la pianta trova il suo ambito d’elezione nel trattamento della cistite. Come agisce e quali informazioni conoscere prima di iniziare una cura?

La cistite, sebbene non abbia bisogno di troppe presentazioni, è un’infiammazione a carico della vescica, nonostante in alcuni casi coinvolga l’intera uretra. Dovuta spesso a batteri che hanno colonizzato l’organo risalendo dal tratto urinario, ma anche a micosi, trattamenti farmacologici che potrebbero aver ridotto le naturali difese immunitarie o dallo sfregamento durante i rapporti sessuali, la patologia si caratterizza per dolore, bruciore, difficoltà della minzione o stimolo perenne alla stessa. Molto più frequente nelle donne che negli uomini, perché dotate di un’uretra più corta, il disturbo viene trattato con la disinfezione interna e la diuresi. Ed è proprio per questo che una pianta come l’equiseto può ritornare utile alla cura.

Equiseto e cistite: perché?

Normalmente per la cura della cistite si fa ricorso, soprattutto se sporadica, a un breve trattamento antibiotico: disinfettando l’intero apparato urinario dai reni alla vescica, infatti, le infezioni vengono efficacemente debellate per un immediato sollievo. Nei casi in cui la cistite risulti recidivante, però, è indicato migliorare la propria diuresi aumentando l’assunzione di acqua e altri liquidi: così facendo, si stimolerà la naturale capacità di disinfezione dell’apparato urinario. L’equiseto è da sempre considerato un rimedio utile proprio a facilitare la diuresi e la disinfezione delle vie urinarie, per questo è indicato nel trattamento di questa patologia.

Senza pretesa di essere esaustivi, la grande presenza di flavonoidi e sali minerali – tra cui silice, calcio, magnesio, potassio – agiscono sia stimolando la funzionalità dei reni che disinfettando il tratto urinario. In particolare, le componenti siliciche pare facilitino l’eliminazione delle scorie metaboliche, come l’urea, e sembra contrastino la colonizzazione della vescica da parte dei batteri, impedendone l’attività metabolica e predisponendo un ambiente ostile alla loro moltiplicazione. Va però aggiunta una doverosa precisazione: il ricorso all’equiseto, conosciuto anche come erba cavallina, deve essere deciso in comune accordo con il medico curante, soprattutto se sono già in corso trattamenti farmacologici con cui la pianta potrebbe interagire o in caso di funzionalità renale ridotta.

Consigli e raccomandazioni

Infuso di equiseto

Tea Field Horsetail via Shutterstock

La somministrazione dell’equiseto per il trattamento della cistite è essenzialmente orale, in tisana o in infuso. Considerata la grande variabilità delle cause che possono generare il disturbo, non è possibile stabilire una ricetta d’assunzione univoca per tutti i pazienti, quindi è necessario lasciarsi guidare dall’erborista a seguito della diagnosi effettuata dal medico o dallo specialista. Solitamente disponibile sotto forma di estratto secco titolato, polvere, infuso preconfezionato, estratto fluido e tintura madre, per la preparazione di una tisana o di un decotto si ricorre a circa due cucchiai di polvere – pari a 4 grammi – per tazza, da sciogliere in acqua e lasciare bollire per almeno una decina di minuti. Si consuma quindi due volte al giorno o, in alternativa, secondo le precise indicazioni del proprio esperto di fiducia.

Sebbene l’equiseto sia normalmente ben tollerato, prima dell’assunzione è bene vagliare correttamente la propria storia clinica, così come altre cure in corso, con l’aiuto del medico. Oltre a poter causare reazioni allergiche nei soggetti ipersensibili, la coda cavallina non può essere assunta in concomitanza con altri diuretici – perché potrebbe aumentarne gli effetti – così come in quei pazienti dalla funzionalità renale ridotta. Particolare attenzione anche per quegli individui in cura per il contenimento dell’ipertensione, poiché i diuretici tendono ad abbassare naturalmente la pressione sanguigna, quindi la somministrazione congiunta potrebbe moltiplicarne le conseguenze.

Accanto all’equiseto, infine, è utile prevedere qualche lieve modifica del proprio stile di vita, per allontanare il rischio di recidiva della cistite. Innanzitutto, è d’obbligo curare al meglio la propria igiene intima, per evitare che i batteri – in particolare quelli fecali – possano risalire i condotti urinari. Poi, è buona norma utilizzare della biancheria traspirante di cotone anziché i tessuti sintetici, che potrebbero favorire la sudorazione e un ambiente affine alla proliferazione di agenti esterni e micosi, quindi provvedere a una sufficiente lubrificazione durante i rapporti. Ovviamente, così come tradizione insegna, mantenere l’organismo sempre ben idratato bevendo almeno 1,5/2 litri di acqua al giorno, contribuisce ad allontanare i disturbi più fastidiosi.

1 giugno 2014
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