Equinozio di primavera, tra tradizione e modernità

Quest’anno la primavera sembra essere arrivata con qualche giorno d’anticipo: le ultime due settimane, tra sole e temperature ben oltre la media di periodo, hanno regalato all’Italia un breve stato di grazia dopo una stagione fredda comunque non troppo rigida. Sarà forse un tepore non destinato a durare a lungo – dalla prossima settimana è atteso il ritorno delle piogge – ma vi è un dato interessante da sottolineare: l’inverno finirà ufficialmente soltanto alle 18 di questo pomeriggio. È attorno a quell’ora che si verificherà l’equinozio di primavera, l’evento che darà ufficialmente il via alla bella stagione.

Dal punto di vista scientifico, l’equinozio non è altro che una precisa posizione della Terra nel suo movimento rotatorio attorno al Sole: la stella viene a trovarsi allo zenit dell’equatore e i suoi raggi, perpendicolari al globo, determinano una situazione in cui giorno e notte hanno praticamente la stessa lunghezza. Da questo momento le giornate continueranno ad allungarsi, per raggiungere il massimo nella stagione estiva, e l’aumento delle temperature porterà al risveglio della natura, con il ritorno delle foglie sugli alberi, la nascita dei fiori e la fecondità delle coltivazioni.

Tradizionalmente stabilito per il 21 marzo, così come voluto dal Concilio di Nicea del 325 d.C, la data è tuttavia soltanto simbolica. Ogni anno, infatti, l’arrivo della primavera è lievemente anticipato dal fenomeno della progressione degli equinozi, dovuto alla forma ellittica della Terra e dell’influenza di Sole e Luna sulla stessa. Più che alle motivazioni scientifiche, però, quella dell’equinozio è una storia profondamente legata a tradizioni, miti e leggende.

Dal punto di vista astrologico, l’equinozio corrisponde all’entrata del Sole nel segno dell’Ariete (21 marzo – 20 aprile), un segno cardine e di fuoco dominato dal pianeta Marte. Alla costellazione sono attribuiti sin dai tempi antichi tutti i valori propri della primavera: è il segno che apre lo zodiaco, è simbolo di rinascita, vincita sull’oscurità, testardaggine e impeto creativo. E l’associazione tra il segno e il ritorno alla vita risale addirittura all’antica Mesopotamia, dove si teneva la festa del Nuovo Anno per festeggiare il Dio Marduk, appunto simboleggiato dall’Ariete.

Doodle di Google per la primavera

Doodle di Google per la primavera

Nell’antico Egitto, invece, l’equinozio primaverile era collegato a Shal El Nessim, una festa per il ritorno della bella stagione di cui si hanno reperti storici risalenti a 4.700 anni fa. Contestualmente alla tradizione pagana si inserisce quella cattolica, che per molti secoli ha fatto coincidere l’arrivo della primavera con la Pasqua, la risurrezione di Cristo sempre collegata alla rinascita della natura. Ed è per lo stesso motivo che molti calendari, dal Bahá’í iraniano al persiano Naw-Ruz, fanno coincidere l’inizio dell’anno nuovo proprio in questa data. Una data che è anche occasione di lunghe celebrazioni in molti paesi del mondo, tra cui l’Azarbaijan, l’Afghanistan, l’India, la Turchia, Zanzibar, l’Albania e gran parte dell’Asia. In tempi più recenti, l’equinozio è stata l’occasione per celebrare la prima Giornata Internazionale del Pianeta Terra (1970), oggi spostata al 22 aprile. E se la tradizione non fosse sufficientemente affascinante, sarà sufficiente dare un’occhiata a Google: per l’occasione Big G ha elaborato un nuovo doodle, con protagonista un uomo in fumetto che innaffia il terreno fino alla crescita di tanti fiori colorati, disposti come il logo del noto motore di ricerca.

20 marzo 2014
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