Avvio 2017 positivo per l’eolico seppure con qualche possibile criticità. Questo il quadro delineato dall’ultimo rapporto diffuso da WindEurope, che ha sottolineato come nei primi sei mesi dell’anno l’energia del vento abbia visto crescere la propria potenza installata di 6,1 GW. Capofila in questo avvio 2017 è la Germania con 2,2 GW di nuova potenza onshore totale (nei sei mesi), più staccata l’Italia con 187 MW.

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Sempre in tema di nuova potenza onshore l’Europa vede il suo potenziale concentrato in quattro Paesi. A cominciare dalla Germania con 2,2 GW, seguita da Gran Bretagna (1,2), Francia (492 MW) e Turchia (377 MW). Lato offshore si aggiungono a inizio 2017 circa 1,3 GW, perlopiù divisi tra Germania, Regno Unito, Belgio e Finlandia.

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Passando al bilancio degli investimenti nel primo semestre 2017, secondo WindEurope si sono concentrati per il 53% in Germania (8,3 mld di euro, di cui 5,4 per l’eolico onshore e 2,9 per l’offshore). Tra le criticità emerse vi sarebbe proprio la distribuzione degli investimenti, che si concentrerebbe in pochi Paesi a discapito degli altri. Come ha dichiarato Pierre Tardieu, WindEurope Chief Policy Officer:

Siamo sulla strada verso un buon anno per le installazione di nuova capacità eolica, ma la crescita è guidata da una manciata di mercati. Almeno 10 Stati UE non ancora installato un singolo megawatt finora nel 2017. L’eolico onshore vedrà, a causa della fine del piano Renewable Obligation nel Regno Unito, un’ulteriore concentrazione del mercato in Paesi come Germania, Spagna e Francia.

Per quanto riguarda invece l’eolico offshore il livello di attività finanziaria desta preoccupazione. Sebbene non dovrebbe tradursi in minori installazioni per alcuni altri anni, l’industria ha bisogno di chiarezza riguardo i volumi per il periodo post 2020 se vuole mantenere il corrente andamento di riduzione dei prezzi.

1 agosto 2017
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