Le rinnovabili e lo smaltimento dei rifiuti sono stati in questi anni due settori capaci di garantire ricavi importanti, all’interno di un sistema economico come quello italiano sempre più stagnante. Proprio per questo motivo, sono stati anche territorio di conquista per le varie organizzazioni malavitose del nostro Paese.

Per quanto riguarda lo smaltimento dei rifiuti non è certamente una novità. Purtroppo sta diventando consuetudine anche quando si parla di green energy. Non siamo, allora, sorpresi di sentire il vicedirettore generale di Banca d’Italia, Anna Maria Tarantola, dichiarare nel corso dell’audizione alla Commissione Parlamentare Antimafia come l’eolico sia ormai un settore dove l’influsso mafioso è rilevante.

Va precisato, poi, che non si sta parlando di un fenomeno tipico del Sud, anzi: l’economia sommersa sembra ormai svilupparsi soprattutto al Nord. Si tratta indubbiamente di situazioni molto complesse: se da un lato ci si batte perché le fonti energetiche alternative mantengano livelli di finanziamento pubblico importanti, dall’altro non possiamo non notare come sia fallito qualsiasi tentativo di impedire che questi soldi finissero anche in tasche mafiose.

Gli effetti sulla comunità si vedono costantemente: con parchi eolici “fantasma” o creati in in modo da deturpare zone rurali di importante pregio paesaggistico, per non parlare del dramma del cattivo smaltimento dei rifiuti. Per i prossimi anni l’imperativo per ogni movimento ambientalista sarà “occhi aperti”: l’equazione rinnovabili uguale bene per il Paese non è più così scontata.

7 giugno 2012
In questa pagina si parla di:
Fonte:
Lascia un commento