Eolico supera il nucleare in Cina

Sicuramente il merito (o la colpa) è soprattutto del disastro di Fukushima, fa però impressione constatare come in Cina al momento si produca più energia elettrica dall’eolico che non dal nucleare.

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La differenza, chiariamoci, è minima: solo due punti percentuali. Ed è una differenza che non ci doveva essere: sono i rallentamenti dovuti alle nuove procedure di sicurezza post-Fukushima volute da Pechino ad aver fatto sì che nel 2012 venissero collegati soltanto 4 reattori nucleari.

Ad ogni modo, la crescita della produzione di energia elettrica dal vento è stabile all’80% da anni. Un risultato che fa temere che difficilmente il piccolo divario su citato non si allargherà. Fra l’altro l’obiettivo di raggiungere entro il 2020 i 100 mila MW dal nucleare appare tendenzialmente arduo. Al momento la produzione è ferma a poco meno di 20 MW, ben sotto quei 40 MW obiettivo, praticamente irraggiungibile, per il 2015; e la decisione di portare avanti soltanto i reattori di terza generazione, su cui i tecnici cinesi non hanno una grande esperienza pratica, non lascia ben sperare. O forse lascia bene sperare, visto che una Cina non troppo nucleare non ci dispiacerebbe affatto.

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Al contrario l’eolico cinese, più che correre, vola. L’auspicio è che le istituzioni di Pechino – ma anche quelle di Roma, perché no? – riflettano su quanto sta accadendo. Ottenuta la grid parity, le rinnovabili sembrano ormai davvero inarrestabili.

20 febbraio 2013
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I vostri commenti
Gbsirio, giovedì 21 febbraio 2013 alle7:59 ha scritto: rispondi »

hai ragione, costoro non distinguono i fagioli dalla superfice dl campo nel quale vengono prodotti! GBSIRIO

alessandro, mercoledì 20 febbraio 2013 alle19:41 ha scritto: rispondi »

Uno che scrive di energia dovrebbe almeno saper distinguere fra MW (potenza) e MWh (produzione).  I 100 GW nucleari sono di POTENZA prevista in Cina per il 2020, non di PRODUZIONE. 

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